milanistichannel editoriale milan Come viene giudicato il Milan: manca la contestualizzazione delle critiche

Non si può non considerare il contesto

Come viene giudicato il Milan: manca la contestualizzazione delle critiche

Jashari
I gap nel calcio moderno si colmano nel lungo periodo. Chiedere che questo Milan fosse competitivo per il titolo è una pretesa sbagliata
mbambara
mbambara Vice direttore 

Il Milan aveva dichiarato un obiettivo all’inizio della stagione, ovverosia la qualificazione alla prossima Champions League. Lo aveva fatto come società e lo aveva ribadito l’allenatore già sin dalla sua prima conferenza stampa (nel mese di luglio).

Ad oggi, il club rossonero è perfettamente in corsa per raggiungere la qualificazione alla prossima Champions League. Il Milan infatti si trova al terzo posto ed ha 5 punti di vantaggio sul Como, attualmente quinto in classifica, oltre agli scontri diretti a favore con i lariani. Ciò significa che, in caso di pari punti fra le due squadre, sarebbe il club rossonero a garantirsi il pass per la qualificazione europea.

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Il dibattito mediatico giudica il Milan su un parametro eccessivo: lo scudetto

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Questi sono i dati di fatto. C’è, tuttavia, un aspetto singolare che si sta verificando sul piano della discussione mediatica. Dopo le ultime prove negative, la stagione del Milan viene infatti giudicata negativamente nonostante il club sia in linea con l’obiettivo prefissato. Tutto questo accade perché – secondo la critica –  la squadra rossonera non è riuscita a tenere il passo dell’Inter nella corsa scudetto.

I tifosi del Milan hanno tutto il diritto di sognare un Milan maggiormente competitivo, che parta con l’idea di vincere il campionato e non con l’obiettivo di qualificarsi alla Champions League; è un’aspirazione giustissima. C’è però da considerare che il Milan, nella scorsa stagione, era arrivato ottavo in campionato e un processo di ricostruzione ha tempistiche che vanno oltre la singola annata sportiva.

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Il Milan in estate ha condotto un mercato a saldo zero a causa della mancanza dei ricavi della Champions League. Ha acquisito giocatori che ne hanno alzato il valore – come Rabiot e Modric – ma ha anche perso elementi di valore che avevano portato, nella scorsa stagione, un contributo importante sul piano realizzativo (Rejinders, Jovic, Abraham, Theo Hernandez).

Cosa ha funzionato e cosa non ha funzionato

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La parte gestionale in questa stagione ha funzionato benissimo, mentre sulla parte tecnica il Milan potrà e dovrà fare delle riflessioni. Significativo un dato in tal senso: larga parte del budget estivo è stato investito sue due giocatori (Nkunku e Jashari) che, per vari motivi, non sono riusciti né a dare il contributo che ci si aspettava, né ad imporsi come titolari.

Se a ciò aggiungiamo i problemi fisici cronici che hanno caratterizzato la stagione dei migliori realizzatori della scorsa stagione (Chris Pulisic e Rafael Leao), appare evidente come pretendere di giudicare oggi il Milan alla luce della sua mancanza di competitività nella corsa scudetto, sia un approccio poco realistico ed anche ingeneroso.

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Negli ultimi 25 anni soltanto due volte una squadra fuori dalle coppe è riuscita a vincere il campionato; è successo alla Juventus nel 2012 ed al Napoli nel 2025. In entrambe le occasioni l’allenatore di quelle due squadre era Antonio Conte. La regola generale ci dice insomma che i gap, nel calcio moderno, si colmano soltanto con il tempo. Ci sono 2 eccezioni in 25 anni che, come sempre, confermano la regola.

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