Van Dijk rappresenta il leader difensivo che manca al Milan dai tempi di Thiago Silva e delle grandi vittorie rossonere.
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No, non è una questione di età o di prospettiva futura. A 35 anni nessuno pensa di costruire un ciclo decennale attorno al gigante olandese. Il vero valore di Van Dijk è un altro: la leadership. È quella qualità che il Milan rincorre da quasi quindici anni.
Nella storia rossonera le grandi vittorie non sono mai nate soltanto dai gol degli attaccanti. Sono state costruite, prima di tutto, sulla solidità di una difesa guidata da uomini capaci di trasmettere sicurezza a tutta la squadra. Da Cesare Maldini a Franco Baresi, da Paolo Maldini ad Alessandro Nesta, fino a Thiago Silva.
Difensori diversi per caratteristiche tecniche, ma accomunati dalla stessa capacità: rendere migliori tutti i compagni che giocavano al loro fianco.
Van Dijk e quel vuoto che il Milan non ha mai colmato
Perché Thiago Silva non era semplicemente un difensore. Era il giocatore che risolveva i problemi degli altri ancora prima che diventassero pericoli. Da quel momento il Milan ha avuto ottimi centrali, alcuni anche di livello internazionale, ma nessuno è riuscito a esercitare quella stessa influenza emotiva e tattica sull'intero reparto.
Per qualche mese Simon Kjaer sembrò poter raccogliere quella pesante eredità di leadership. La sua personalità, la capacità di guidare la linea e il carisma mostrato dentro e fuori dal campo avevano restituito alla difesa rossonera un equilibrio che mancava da tempo. Poi il grave infortunio al legamento crociato ha interrotto quel percorso proprio nel momento migliore.
Da allora il Milan ha continuato a cercare un leader. Non semplicemente un difensore forte. Un vero e proprio comandante. Ed è qui che entra in gioco Virgil van Dijk. L'olandese non garantirebbe soltanto qualità nelle letture difensive, nel gioco aereo o nell'impostazione dal basso. Porterebbe qualcosa che non si compra facilmente sul mercato: autorevolezza.
La sua sola presenza cambierebbe il modo di difendere dell'intera squadra. Alzerebbe il livello di concentrazione dei compagni, darebbe sicurezza ai più giovani e permetterebbe anche ai centrocampisti di giocare con maggiore serenità, sapendo di avere alle spalle uno dei migliori interpreti del ruolo degli ultimi vent'anni.
I grandi Milan della storia sono sempre partiti dalla difesa. Non è un caso: le squadre vincono le partite grazie ai campioni. Le dinastie, invece, nascono quasi sempre da un leader capace di guidare tutto il reparto arretrato. E forse è proprio questo che manca al Milan da troppo tempo. Non un semplice difensore. L'uomo capace di restituire alla difesa rossonera quella sensazione di invincibilità che aveva reso il Milan un punto di riferimento del calcio mondiale.
Un leader difensivo non migliora solo la retroguardia. Cambia la mentalità di tutta una squadra.
Ogni epoca del Milan ha avuto il suo comandante. Forse è arrivato il momento di trovarne un altro.
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