Non esiste un diritto alla vittoria, al progetto o alla competitività. Esiste invece, ed è sacro, il dovere di amare il Milan
L'ultimo mese non è stato semplice per il mondo rossonero. C'è stata l'enorme delusione per la partita contro il Cagliari che ha portato il Milan a rimanere fuori dalla Champions League. Poi abbiamo assistito al reset del 25 maggio scorso, con la proprietà rossonera che ha deciso di esonerare l'A.D. in carica, Giorgio Furlani, il DS Igli Tare, il caposcout Geoffrey Moncada e l'allenatore Massimiliano Allegri. Sono seguite 3-4 settimane, nelle quali il Milan è partito con un'idea, ma ha finito per sposarne un'altra.
Dubbi e critiche forti sono legittime, ma il sostegno al Milan non si discute
I dubbi sono assolutamente legittimi. Le critiche lo sono anche di più. Gli ultimi due anni rossoneri sono stati negativi e la proprietà del club non può pretendere di avere una fiducia incondizionata da parte della tifoseria.
La credibilità dovrà guadagnarsela sul campo, azzeccando le scelte e sostenendole quando ci saranno venti di procella.
Questo aspetto - credo - sia molto chiaro a tutta la proprietà del club rossonero. Ciò che non si può accettare, invece, è l'inno al tifo contro, una vergogna che sta trovando terreno fertile sui social e che offende profondamente il senso stesso del milanismo.
Il tifoso ha mille diritti e un solo dovere: sostenere il Milan
Sentiamo spesso parlare di "diritti del tifoso". Il tifoso è la parte bella del calcio perché senza la purezza dei sentimenti di chi ama una squadra, probabilmente il calcio non avrebbe la popolarità che oggi ha in tutto il mondo. Il tifoso ha il diritto di dire la propria sempre e le critiche di chi ama un club sono sempre ben accette perché sono critiche d'amore.Quando però il tenore delle critiche va oltre, arrivando ad inneggiare al "tifo contro", bisogna fermarsi. Ecco, quello non è più tifo. Un tifoso del Milan ha il diritto di dire quello che vuole ma ha un unico dovere: sostenere sempre la propria squadra, sia se il Presidente è Silvio Berlusconi, sia se il proprietario è Topolino.
Per chi ama il Milan, non esiste un diritto alla vittoria, al progetto sportivo, al "dirigente che ci piace" o alla competitività. Esiste invece, ed è sacro, il dovere di amare il Milan. Solo e soltanto quello. Ci sono tifoserie storiche in Serie A - Genoa e Torino - che da circa trent'anni non vincono nulla. Eppure sono due fra le tifoserie più calde e appassionate d'Italia.
Chi tifa contro non può essere un tifoso del Milan, ma solo un fan sfegatato del proprio ego, un ego così minuscolo da essere compresso in un nickname senza nome e cognome. Il Milan è una cosa seria e i suoi tifosi non potrebbero mai tifare contro perché vivono il Milan come una parte della propria anima.
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