Ruben Amorim ha un mandato chiaro: cambiare la mentalità ed il gioco del Milan. Giudicarlo ora, dopo 3 amichevoli, non è possibile
Il Milan ha preso un allenatore, Ruben Amorim, che è arrivato con un mandato chiaro e molto preciso: cambiare la mentalità della squadra, creare una mentalità offensiva, dare un'identità ed un gioco moderno fatto di volontà di dominare l'avversario e di capacità di pressare e aggredire alti.
Dopo tre amichevoli, pensare di poter esprimere un giudizio sul lavoro dell'allenatore portoghese, è oggettivamente una pretesa luciferina. Questo Milan va osservato, ma in una fase storica di cambiamento e transizione non è possibile pensare di esprimere un parere perché manca una base oggettiva su cui porre valutazioni attendibili.
Conoscere per deliberare, diceva Luigi Einaudi. Valeva per la cosa pubblica e vale anche, a maggior ragione, per lo sport. La crescita di una squadra passa da tanti fattori. C'è il mercato, l'innesto di nuovi elementi, aspetto che assume una pregnanza notevole, ma c'è anche il lavoro, l'allenamento, il sacrificio, i miglioramenti figli della costanza.
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Capire e rispettare il lavoro di Ruben Amorim
L'ambiente rossonero ha il sacrosanto diritto di esprimere il proprio parere sul Milan, ma deve tener conto del contesto. Passare da un blocco basso fisso al pressing alto, non è un cambiamento che può essere fatto in pochi giorni.
L'allenatore ha la necessità di lavorare sui tempi di gioco, sui sincronismi, sulla suddivisione e sulla gestione degli spazi, sulle uscite in pressione e sulle letture preventive. Il lavoro di Ruben Amorim, prima di essere giudicato, deve essere capito e rispettato.
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