L'ex centrocampista del Manchester City risponde alle critiche sul trasferimento all'Al-Qadsiah: "Con questo ingaggio non dovranno lavorare neanche i miei nipoti"
Il confine tra ambizione sportiva e situazione economia è diventato uno dei temi più caldi del calcio. A riaccendere il dibattito è Tijjani Reijnders, protagonista di uno dei trasferimenti più discussi di questa sessione di mercato: l'addio al Manchester City per abbracciare il progetto saudita dell'Al-Qadsiah.
Le parole di Reijnders
Sulle motivazioni dell'operazione, Reijnders si è espresso sinceramente. A fronte di un contratto che gli garantirà 100 milioni di euro nei prossimi cinque anni, l'ex centrocampista del Milan ha risposto alle persone che lo accusano di aver rinunciato alla competitività per il denaro: "I soldi giocano sicuramente un ruolo, non si può negare. Con lo stipendio che mi è stato offerto, sfido chiunque a rifiutare. Possiamo tutti fingere di avere principi morali e dire "io non lo farei mai", ma la verità è che la maggior parte delle persone direbbe di sì di fronte a cifre simili".La priorità, è stata la tutela economico del proprio nucleo familiare: "Dopo il ritiro non voglio più lavorare. Non ne avrei avuto bisogno comunque dopo il City, ma ora posso garantire stabilità alle future generazioni della mia famiglia. Se i miei nipoti potranno vivere grazie a questa scelta, perché non dovrei farlo".
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