L'avventura di Javi Moreno al Milan rappresenta uno degli esempi più emblematici di come il talento e i successi ottenuti in un determinato contesto non garantiscano automaticamente il trionfo in un campionato profondamente diverso e complesso come la Serie A dei primi anni Duemila.

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L’ex Milan Javi Moreno: “Al primo allenamento con il Milan mi presentai in tuta: gli altri erano in smoking!”
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Il Milan non lo riscatta, il Wolfsburg ci prova
—Approdato a Milanello nell'estate del 2001, l'attaccante spagnolo portava con sé le enormi aspettative derivanti da una stagione straordinaria con la maglia del Deportivo Alavés, squadra trascinata a suon di gol fino a una storica e indimenticabile finale di Coppa UEFA contro il Liverpool. Acquistato per rinforzare un reparto offensivo già ricco di stelle, il "Toro di Silla" si scontrò immediatamente con le rigidità tattiche e la fisicità delle difese italiane, faticando a trovare la giusta collocazione negli schemi di Fatih Terim prima e di Carlo Ancelotti poi.
Ecco un curioso aneddotto raccontato dall'ex attaccante, proprio sul suo periodo nello spogliatoio del Milan: "Il primo allenamento col Milan? Li ho visti entrare uno ad uno, sembrava stessero andando ad un matrimonio, Costacurta aveva addirittura uno smoking con il papillon. Io ivece ero seduto con una tuta grigia Kelme, ero sponsorizzato da loro. Quando ci siamo cambiati vedevo mutande di Dolce e Gabbana, Armani, Versace... io invece avevo delle giraffe (ride, ndr). Sono tornato a casa dopo il primo allenamento e ho detto a mia moglie 'vado a comprare delle mutande, che qui le giraffe non vanno ancora di moda!'”.
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Chiuso dalla concorrenza spietata di campioni assoluti come Andriy Shevchenko e il neo-arrivato Filippo Inzaghi, Moreno non riuscì mai a replicare le prestazioni ammirate in Spagna, apparendo spesso fuori ritmo e in evidente difficoltà dal punto di vista dell'adattamento atletico. Nonostante un paio di reti in campionato e qualche timido squillo nelle coppe, la sua esperienza rossonera si rivelò una cocente delusione sia per la dirigenza che per i tifosi. Dopo una sola annata, conclusa con un bottino realizzativo decisamente magro (soltanto due marcature in campionato contro il Venezia), l'attaccante iberico salutò frettolosamente Milano per fare ritorno in patria, passando all'Atletico Madrid.
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