Anche da non vedente, l'ex presidente rossonero Albino Buticchi rimase sempre molto legato al Milan e talvolta si fece persino accompagnare a S.Siro
Il Brescia va alle semifinali playoff con uno spettatore d'eccezione: Tonali
In occasione di Spezia-Milan dell'ottobre 2020 Sebastiano Vernazza gli dedicò un pezzo sulla Gazzetta dello Sport. Che storia la sua, finita sulle pagine di cronaca, non solo quella sportiva. Ricordato per i contrasti con Rocco e Rivera, poteva essere lui il presidente del decimo tricolore della storia milanista. Sarebbe stato un 1973 stella...re. Il giorno dopo la 'fatal Verona' compiva 47 anni. Il 21 maggio '26 era nato Albino Buticchi. E, ironia della sorte, proprio ieri con il quotidiano sportivo diretto da Stefano Barigelli è uscito lo speciale dedicato allo scudetto 1978-'79,come ricorda oggi Antonio Capotosto.
Albino Buticchi fra Chiarugi e Prati
Da presidente rossonero, Buticchi subentrò all'Avvocato Federico Sordillo dopo la vittoria in Coppa Italia del 1972, accrescendo l'entusiasmo nell'ambiente (oltre al capitale sociale, essendo un armatore dai mezzi imponenti). Personaggio molto intraprendente, nel suo primo anno di gestione esordì con un acquisto che fece epoca, quello di Luciano Chiarugi, che soffiò all'Inter di Ivanoe Fraizzoli, così come allo stesso modo destò clamore la cessione di Pierino Prati alla Roma, per 725 milioni, l'anno successivo.Iscriviti al canale WhatsApp di Milanisti Channel per leggere in anteprima tutte le notizie sul Milan. Entra a far parte di una famiglia rossonera.
Memorabile la sua prima stagione rossonera, quella del 1972-73, quando la squadra, dopo un intero campionato (o quasi) condotto in testa alla classifica, perse lo scudetto della "Stella" nella "Fatal Verona" all'ultima giornata, dopo aver vinto, tre giorni prima, la Coppa delle Coppe a Salonicco contro il Leeds. La sua parabola discendente in seno al Milan ebbe inizio nel 1975, quando confessò a dei giornalisti di poter fare anche a meno di Gianni Rivera, il quale, dopo una lunga ed estenuante battaglia contro il petroliere spezzino, lo estromise, di fatto, dal vertice societario affidando, nel novembre dello stesso anno, la presidenza all'Ingegner Bruno Pardi. Nel 1983, in preda ad una crisi depressiva, tentò il suicidio sparandosi un colpo di pistola alla testa, sfuggendo alla morte ma perdendo purtroppo la vista. Rimase comunque molto legato al Milan e talvolta si fece persino accompagnare a S.Siro, facendosi raccontare la partita dal vivo, come ricorda Colombo Labate.
© RIPRODUZIONE RISERVATA