Il Milan di Amorim parte con tre vittorie e due pareggi. Un bilancio già visto con Ancelotti e Pioli, ma con una distinzione legata a Calciopoli
Il lancio del difensore e l'imbucata dell'attaccante di talento: è schema Amorim
Il Milan ha conquistato 11 punti nelle prime cinque giornate di Serie A. Tre vittorie, due pareggi e nessuna sconfitta: un bilancio positivo per la squadra di Rúben Amorim, anche se sul piano delle prestazioni non ha convinto fino in fondo, soprattutto per l'approccio alle partite. La tifoseria si interroga ancora sulle reali ambizioni del Diavolo, fin qui capace di fare bottino pieno contro Torino, Venezia e Lecce, ma fermato sul pareggio da Juventus e Lazio. L’unico passo falso stagionale è arrivato in Europa League, con la brutta sconfitta casalinga contro il Benfica all'esordio nella competizione.
Una partenza che offre spunti anche attraverso il confronto con il passato. Dall'introduzione dei tre punti a vittoria (nell'annata 1994/95), lo stesso bilancio sul campo si era verificato soltanto nel 2006/07 e nel 2022/23. Come si conclusero quelle stagioni? E quali indicazioni possono offrire per leggere il momento del Diavolo?
Milan, la partenza in campionato: bottino pieno contro le piccole
Il primo dato positivo riguarda la continuità nelle partite sulla carta più abbordabili, aspetto tutt'altro che banale nelle ultime annate dei rossoneri. Il 2-1 sul Torino, il 2-0 contro il Venezia e il 3-0 sul Lecce hanno portato nove punti. Il Milan ha quindi sfruttato tutte e tre le occasioni, evitando passi falsi contro avversarie meno attrezzate.
Un rendimento che non va considerato scontato. Per costruire un campionato di vertice serve anche questa regolarità, soprattutto nelle prime settimane di lavoro con un nuovo allenatore. Amorim può partire dai risultati per correggere i difetti della squadra senza perdere contatto con le posizioni più importanti della classifica.
Più articolato il giudizio sulle due trasferte contro le grandi. L’1-1 con la Juventus e il 2-2 contro la Lazio hanno permesso di conservare l’imbattibilità, ma hanno anche mostrato un Milan ancora discontinuo nella gestione delle partite.
All'Olimpico, la rimonta dopo il doppio svantaggio ha evidenziato carattere e capacità di reazione. Resta però da valutare un primo tempo che aveva consentito ai biancocelesti di prendere il controllo della gara. Anche contro la Juventus sono emerse difficoltà, riconosciute dallo stesso Amorim.
Il Benfica e i limiti dell’imbattibilità rossonera
Le zero sconfitte riguardano soltanto la Serie A. Nel bilancio complessivo trova spazio anche lo 0-2 contro il Benfica a San Siro, all'esordio in Europa League.
Il successo sul Lecce ha dato una risposta immediata a quella battuta d’arresto. La sfida europea, però, ha confermato la necessità di crescere quando aumenta la qualità dell’avversario. Finora il Milan ha vinto le tre gare più accessibili del calendario, ma attende ancora un successo contro una squadra di maggiore spessore.
Rossoneri a 11 punti dopo cinque giornate: quante volte è successo?
Il confronto storico richiede una precisazione. Considerando la Serie A dal 1994/95, stagione dell’introduzione dei tre punti a vittoria, il Milan aveva raccolto tre successi e due pareggi nelle prime cinque partite soltanto in due occasioni: nel 2006/07 con Carlo Ancelotti e nel 2022/23 con Stefano Pioli.
Soltanto nel secondo caso, però, i rossoneri avevano anche undici punti in classifica. Nel 2006/07, infatti, la penalizzazione di otto punti legata a Calciopoli modificava il totale ufficiale.
Milan 2006/07: 11 punti sul campo e il trionfo di Atene
Il Milan di Ancelotti cominciò quel campionato con tre vittorie consecutive. Prima il 2-1 sulla Lazio, poi il 2-0 in trasferta contro il Parma e l’1-0 sull’Ascoli. A interrompere la serie arrivarono due pareggi senza reti, contro Livorno e Siena.
Il rendimento era quindi identico a quello della squadra di Amorim. La situazione in classifica era invece molto diversa: gli undici punti conquistati sul campo diventavano tre, per effetto della penalizzazione.
Il Milan terminò la Serie A al quarto posto con 61 punti ufficiali, a fronte dei 69 conquistati sul campo. A rendere memorabile la stagione fu soprattutto il cammino in Champions League. La squadra di Ancelotti arrivò fino alla finale di Atene, dove superò il Liverpool per 2-1 grazie alla doppietta di Filippo Inzaghi. Fu la settima Coppa dei Campioni della storia rossonera e la rivincita sulla finale persa a Istanbul due anni prima.
Milan 2022/23: il derby vinto e il quarto posto finale
Il precedente più diretto è quello del Milan di Pioli nel 2022/23. I rossoneri, campioni d’Italia in carica, esordirono con il 4-2 sull’Udinese. Seguirono l’1-1 sul campo dell’Atalanta, il 2-0 contro il Bologna e lo 0-0 con il Sassuolo. Alla quinta giornata arrivò il successo per 3-2 nel derby contro l’Inter. Il totale salì così a undici punti, con un elemento diverso rispetto alla partenza attuale: il Milan aveva già vinto uno scontro diretto di grande peso.
Quell’avvio non si trasformò in una conferma dello scudetto. La squadra concluse il campionato al quarto posto con 70 punti, venti in meno del Napoli campione. La graduatoria definitiva comprendeva anche i dieci punti di penalizzazione inflitti alla Juventus. Il bilancio stagionale fu arricchito dal ritorno in semifinale di Champions League, un traguardo che mancava da sedici anni. Anche in questo caso, dunque, il percorso europeo ebbe un peso importante nella valutazione dell’annata.
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Sei precedenti nell’era dei due punti a vittoria
Allargando il confronto agli anni in cui la vittoria valeva due punti, il Milan iniziò con tre successi e due pareggi nelle prime cinque giornate di Serie A in altre sei occasioni: nel 1963/64 (chiuso al terzo posto); nel 1964/65 (secondo); nel 1965/66 (settimo); nel 1970/71 e nel 1972/73 (entrambe le volte finendo secondo) e nel 1988/89 (terzo).Tra questi precedenti spiccano il 1972/73, segnato dalla “Fatal Verona”, ma anche dai successi in Coppa Italia e Coppa delle Coppe, e il 1988/89, culminato nella conquista della Coppa dei Campioni. Proprio il Milan di Sacchi pareggiò contro Lazio e Juventus, come quello attuale.
Un caso a parte è il 1991/92: la squadra di Capello raccolse otto punti nelle prime cinque partite effettivamente disputate, complice il rinvio della gara con il Genoa, e vinse poi lo scudetto senza sconfitte.
Lo stesso bilancio si ritrova anche nelle due stagioni in Serie B, 1980/81 e 1982/83, entrambe concluse con la promozione da prima classificata. Risalendo ai tornei precedenti al girone unico, accadde nel 1911/12, chiuso al secondo posto nel girone ligure-lombardo-piemontese, e nel 1907, anno del terzo titolo italiano: in quest’ultimo caso, però, le cinque gare comprendevano eliminatorie e girone finale, quindi gli otto punti non appartenevano a un’unica classifica.
Le prospettive del Milan di Amorim
Tornando all’era dei tre punti a vittoria, i precedenti del 2006/07 e del 2022/23 raccontano due campionati conclusi al quarto posto. Due casi non bastano per prevedere il futuro del Milan: cambiano i giocatori, gli avversari e le condizioni di partenza. Resta però una curiosità: entrambe le squadre conquistarono la qualificazione alla Champions League, un obiettivo centrale anche per il Diavolo di oggi. E proprio in Europa quei due Milan diedero il meglio, vincendo la Champions nel 2007 e raggiungendo la semifinale nel 2023. Quest’anno i rossoneri disputano l’Europa League, un trofeo che manca ancora nella bacheca del club. Che possa essere l’occasione per colmare quel vuoto? La sconfitta all’esordio contro il Benfica ricorda quanto ci sia da migliorare. Le ambizioni della squadra di Amorim dipenderanno soprattutto dai progressi dei prossimi mesi.
Gli 11 punti nelle prime cinque giornate sono una buona base per Amorim. Il Milan dovrà mantenere la regolarità contro le squadre meno attrezzate e trovare maggiore continuità all'interno delle partite più difficili. Il prossimo passo sarà trasformare la resistenza mostrata contro Juventus e Lazio nella capacità di vincere anche gli scontri diretti. Da lì passerà la possibilità di dare a questo avvio un significato più ambizioso.
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