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Doveva essere una soluzione affidabile, un profilo pronto a raccogliere l’eredità pesante lasciata da Theo Hernandez. L’arrivo di Pervis Estupinan al Milan era stato accolto con aspettative importanti: esperienza internazionale, corsa, qualità nei cross e personalità. Un giocatore reduce da stagioni ad alto livello, capace di garantire spinta costante e presenza sulle due fasi. A distanza di mesi, però, la realtà racconta tutt’altro scenario.
Il terzino ecuadoriano sta vivendo una stagione complicata, fatta di prestazioni opache e segnali tutt’altro che incoraggianti. La partita di Firenze ha rappresentato l’ennesima occasione mancata: un banco di prova che avrebbe potuto rilanciarlo e invece ha confermato le difficoltà già emerse in precedenza. Una gara che doveva essere quella della svolta e che invece ha evidenziato ancora una volta i limiti di un giocatore che fatica a trovare la sua dimensione in rossonero.
Il dato più significativo arriva dalle scelte di Allegri. Estupinan è scivolato indietro nelle gerarchie, superato da Davide Bartesaghi, giovane prodotto del vivaio con meno esperienza ma considerato più affidabile. Una decisione che pesa come un macigno e che fotografa alla perfezione il momento del numero 15 rossonero. Da possibile titolare a semplice alternativa: un ridimensionamento che nessuno immaginava a inizio stagione. Le sue apparizioni sono diventate sporadiche e, quando chiamato in causa, raramente riesce a incidere. Il tecnico ha chiaramente preferito affidarsi a chi garantisce maggiore attenzione tattica, anche a costo di rinunciare a un po’ di esperienza internazionale.
Un segnale forte, che racconta molto anche sul livello di fiducia nei confronti del giocatore. Per un profilo arrivato per competere ad alti livelli, trovarsi alle spalle di un giovane della Primaveraè una bocciatura silenziosa ma pesante. Il problema non riguarda solo il minutaggio, ma soprattutto il rendimento. Estupiñán fatica a trovare continuità, commette errori tecnici evitabili e spesso appare in ritardo nelle letture difensive. La sua fase di non possesso è diventata un punto debole: diagonali lente, marcature imprecise, difficoltà nei duelli uno contro uno. Anche in fase offensiva manca quella spinta devastante che dovrebbe essere una delle sue caratteristiche principali.
I cross risultano spesso prevedibili, le sovrapposizioni non creano superiorità numerica e la pericolosità negli ultimi metri è ridotta al minimo. A Firenze la sua partita è stata emblematica: insicuro nei duelli, impreciso nei passaggi, poco incisivo nelle sovrapposizioni. Ha sofferto l’intensità degli avversari e non è mai riuscito a prendere in mano la fascia. Una prestazione che ha alimentato ulteriormente i dubbi su un giocatore chiamato a sostituire uno dei terzini più determinanti d’Europa.
Sostituire Theo Hernandez non è un compito semplice. Il francese ha rappresentato per anni una delle principali armi offensive del Milan, un terzino capace di decidere le partite con strappi devastanti, gol pesanti e assist determinanti. Il confronto, inevitabile, ha messo in evidenza il divario. Estupiñán non riesce a garantire lo stesso impatto, né in termini di pericolosità offensiva né di presenza mentale. La fascia sinistra, che un tempo era un’arma letale, oggi è diventata un settore meno produttivo.
In casa Milan iniziano le riflessioni. La dirigenza sta valutando se continuare a puntare su di lui o se, al contrario, aprire a una possibile cessione per intervenire sul mercato. L’idea di cercare un nuovo esterno sinistro prende sempre più quota. Il nome di Fran Garcia, in uscita dal Real Madrid, è già circolato come possibile alternativa. Un profilo giovane, dinamico, con caratteristiche più moderne e margini di crescita interessanti. Al momento si tratta solo di indiscrezioni, ma il segnale è chiaro: la società non è pienamente soddisfatta.
Per cambiare rotta serve una reazione forte. Estupinan deve ritrovare fiducia, continuità e soprattutto personalità. Deve dimostrare di poter reggere la pressione di una piazza esigente come quella rossonera. Chi indossa quella fascia non può permettersi esitazioni: al Milan ogni errore pesa il doppio. Oggi più che un rinforzo, l’ecuadoriano rappresenta un rebus. Un investimento che non sta rendendo secondo le aspettative. Il tempo per dimostrare il proprio valore inizia a scarseggiare. Le prossime partite potrebbero essere decisive per il suo futuro in rossonero. O arriva una svolta concreta, oppure le strade potrebbero separarsi prima del previsto.
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