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Il Milan ha completato l’acquisto di Christopher Nkunku dal Chelsea: operazione da 38 milioni di euro +5 di bonus col 10% sulla futura rivendita e contratto quinquennale da 5 milioni netti a stagione, cifra alla quale il francese è arrivato riducendosi l’ingaggio di 1,7 milioni pur di vestire il rossonero.
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Un gesto che dice molto della sua volontà. Ma il vero dato da sottolineare, forse poco pubblicizzato, è un altro: Nkunku, oltre ai difetti che può avere, è stato col Lipsia capocannoniere della Bundesliga 2022/23 con 16 gol (in coabitazione con Niclas Füllkrug), davanti a volti oggi familiari al calcio italiano come Marcus Thuram (13 reti al Borussia M'gladbach) e Randal Kolo Muani (15 centri con l’Eintracht Francoforte).
Spesso, in Italia, si guarda con diffidenza a chi arriva dall’estero, soprattutto se non è un "nove puro". Ma i numeri vanno rispettati: Nkunku ha chiuso la Bundesliga 2022/23 in vetta alla classifica marcatori, al pari di Füllkrug, e davanti a chi oggi è colonna dell’Inter (Marcus Thuram) o prossimo rinforzo della Juventus (Kolo Muani).
Eppure, rispetto a questi profili, l’impatto mediatico di Nkunku in Italia sembra essere più tiepido. Forse per la sua cartella clinica e per il periodo sfortunato al Chelsea, forse per una collocazione tattica meno definita. Ma il dato resta: Nkunku ha già fatto ciò che molti si aspettano da attaccanti da 70-80 milioni.
Ora tocca a Massimiliano Allegri mettere Nkunku nelle condizioni di esprimersi. Il francese è un giocatore ibrido, duttile, che gira meglio con compagni rapidi, verticalità e libertà creativa.
Non è un 9 classico, ma sa segnare. Non è un trequartista puro, ma sa rifinire. Allegri ha allenato fuoriclasse in passato con caratteristiche uniche: ora dovrà fare lo stesso con Nkunku, trovando equilibrio tra libertà offensiva e compattezza tattica.
Non va dimenticato un altro fatto importante: il 13 luglio 2025, Nkunku ha vinto il Mondiale per Club col Chelsea, dopo aver vinto la Conference League a maggio contro il Betis Siviglia. Si tratta dunque di un giocatore abituato a grandi pressioni, che arriva al Milan nel pieno della sua maturità.
Non una scommessa in toto, ma un innesto già pronto per alzare il livello tecnico e qualitativo del roster milanista.
Il Milan ha fatto un’operazione da grande club, sia per qualità tecnica che per spesa e visione strategica. Ma acquistare Nkunku non basta. Va inserito in un progetto tattico chiaro, con responsabilità definite e libertà misurata.
Nkunku ha fatto la sua scelta, rinunciando a milioni e lasciando un club vincente. Ora è il Milan che deve dimostrargli di essere il posto giusto per compiere il salto definitivo. E tutto parte da qui: riconoscere il suo valore, anche mediaticamente, come si fa con i veri top player.
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