L’inchiesta della Procura di Milano: il pm Ascione punta a ricostruire la rete di rapporti tra designatore e club, convocando addetti agli arbitri ed esponenti della Lega Serie A.

Non c'è alcuna norma che vieti ad un designatore di parlare con chicchessia, compresi i dirigenti di società (art 22 che Codice di Giustizia Sportiva). Nei prossimi giorni, Schenone dovrebbe essere convocato da Ascione come persona informata sui fatti: non sarà l'unico, dato che il pm sentirà anche altri addetti agli arbitri e audirà anche alcuni esponenti della Lega Serie A. L’obiettivo del pm, si direbbe, è ricostruire un contesto di rapporti nel quale tutti sentono tutti.

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La Procura di Milano e i nuovi interrogatori

L'avvocato Paco D’Onofrio: "E’ una leggenda che spesso circola, cioè l'idea che, affinché si configuri l'illecito, occorra l'effettivo conseguimento di un vantaggio sul campo. La norma, invece, punisce anche solo il tentativo, cioè la strategia attuata, anche se poi non ha portato alcun beneficio o addirittura quella partita sia stata persa".

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Il pm Maurizio Ascione titolare dell’inchiesta per concorso in frode sportiva ascolterà nuovi testimoni per acquisire elementi e riscontri investigativi. Tra questi ci sono nomi della Lega, secondo qualcuno Andrea Butti, head of competitions and operations della Lega Serie A, potrebbe essere tra questi.

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