Schenone sarà interrogato per chiarire il suo ruolo, verranno ascoltati anche altri dirigenti con incarichi analoghi e approfonditi eventuali contatti diretti tra Rocchi e club di Serie A

L’inchiesta milanese resta concentrata sulle scelte di Rocchi e su alcune intercettazioni, in particolare quella del 2 aprile 2025 con Gervasoni in cui si parla di un arbitro che “non vogliono più vedere”, identificato dagli investigatori in Daniele Doveri, ma con un nodo ancora irrisolto: capire chi siano esattamente quei “loro” e il ruolo del “Giorgio” citato nella conversazione. Nonostante le ipotesi, i fatti mostrano che Doveri è stato comunque designato più volte per partite dell’Inter nella stessa stagione, anche in sfide decisive contro Napoli e Milan, elemento che indebolisce l’idea di pressioni effettive.

inchiesta-milanese-indagini-interrogatori-approfondimenti

L'inchiesta milanese: audizioni e approfondimenti

L’indagine prevede ora nuove audizioni e un possibile allargamento degli indagati, mentre l’ipotesi principale resta quella di frode sportiva, che però richiede la prova concreta di un’alterazione delle gare, finora non emersa.

Iscriviti al canale Whatsapp di Milanistichannel per leggere in anteprima tutte le notizie sul Milan. Entra a far parte di una famiglia rossonera.

L’attenzione si concentra ora sulla figura del “club referee manager”: in questo contesto sarà ascoltato Giorgio Schenone, responsabile per l’Inter e ritenuto con ogni probabilità il “Giorgio” citato nell’intercettazione, anche se non risulta indagato così come il club e i suoi dirigenti. Gli inquirenti vogliono chiarire se e come l’Inter abbia eventualmente espresso giudizi sugli arbitri - cosa consentita entro certi limiti - e soprattutto se ci siano state pressioni, dirette o indirette, sulle designazioni, in particolare su Doveri, considerato poco gradito.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti