Il francese si lascia andare e l’arbitro freddissimo non cade nel “tranello” dell’attaccante
Durante Sassuolo-Milan, un episodio in area di rigore ha attirato l’attenzione e generato dibattito tra tifosi e addetti ai lavori ad Open Var: il contatto tra Matteo Gabbia e Armand Laurienté. L’azione si è sviluppata rapidamente e ha visto il giocatore del Sassuolo cadere dopo un confronto ravvicinato con il difensore rossonero, ma la dinamica non ha portato all’assegnazione del calcio di rigore.
La scelta di Maresca convince ad Open Var
Il direttore di gara Daniele Maresca ha valutato l’episodio in tempo reale, ritenendo il contatto non sufficiente per interrompere il gioco e assegnare il penalty. La decisione è stata immediatamente condivisa dalla sala VAR, che ha controllato attentamente l’azione senza ravvisare elementi chiari ed evidenti per un intervento correttivo.
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L’episodio è stato successivamente analizzato nel programma Open VAR, dove si è approfondita la gestione complessiva della situazione. Nel corso della trasmissione viene sottolineata la solidità della scelta arbitrale e la coerenza della terna nel mantenere la propria decisione anche dopo il controllo video. L’analisi evidenzia come l’arbitro e i suoi assistenti abbiano mostrato sicurezza e tempestività nella lettura dell’azione, nonostante la dinamica potesse apparire potenzialmente ingannevole.
In particolare, viene evidenziato come Laurienté abbia accentuato il contatto senza rendere evidente una simulazione plateale, rendendo l’episodio più complesso da interpretare nell’immediato. Tuttavia, secondo quanto emerso dall’analisi, la scelta di non intervenire è stata considerata corretta e coerente con il protocollo VAR.
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