Il giovane attaccante del Brugge Nicolò Tresoldi, italo-tedesco, ha rilasciato alcune dichiarazioni interessanti sul suo futuro
Il giovane bomber italo-tedesco Nicolò Tresoldi, oggi in forza al Brugge, è intervenuto come ospite nel podcast My Turnover per ripercorrere le tappe della sua carriera. Durante la lunga chiacchierata, l'attaccante ha affrontato temi cruciali: il suo percorso sportivo, l'approdo nel campionato belga, la decisione di rappresentare la maglia della nazionale tedesca e, non ultimo, la sua grandissima e mai celata passione per il Milan.
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L'Europeo Under 21 e la Nazionale tedesca
Uno dei passaggi più delicati del suo recente percorso è stato l'incrocio contro l'Italia nei quarti di finale dell'Europeo Under 21, partita vinta dalla Germania: "È stato strano, non lo nego. Durante il torneo speravo quasi di non incrociare l'azzurro. È il Paese in cui sono nato, dove sono cresciuto e dove ho ancora tanti familiari e amici. Sentire l'inno e sentire gli avversari parlare italiano in campo è stata una sensazione insolita, non sapevi bene con chi parlare! Nonostante il dispiacere per aver eliminato l'Italia, è stata un'emozione bellissima che non dimenticherò mai".
Il centravanti ha poi spiegato i motivi che lo hanno spinto ad abbracciare con convinzione il progetto della federazione tedesca: "È stata una scelta naturale. Fin da subito la federazione tedesca e i ct mi hanno fatto sentire amato, mostrandomi un percorso chiaro e credendo fortemente in me. Ho collezionato 24 presenze con l'Under 21, uno dei numeri più alti nella storia di questa selezione tedesca, e questo dimostra quanta fiducia ci sia. Quando ho ottenuto il passaporto tedesco mi hanno convocato immediatamente. Calcisticamente sono cresciuto in Germania, quindi sono convinto sia stata la decisione perfetta".
Milan, Italia e attaccanti a cui ispirarsi
L'inserimento nel Belgio è stato agevolato dall'incredibile duttilità linguistica del giocatore, che parla ben quattro lingue. Un fattore chiave per creare compattezza nel gruppo squadra: "L’inglese è fondamentale perché a Bruges facciamo tutto in quella lingua, dalle riunioni agli allenamenti. Però conoscere più idiomi aiuta ad avvicinare tutti: parlo spagnolo con Ordóñez, tedesco con chi ha trascorsi in Germania e italiano con Aleksandar Stanković, con cui ho un rapporto speciale. È un giocatore straordinario e una persona eccezionale".
Passando all'Italia, Tresoldi ha ribadito tutto il suo amore per i colori rossoneri, confermando che un futuro al Milan rimane nei suoi sogni: "Il desiderio di indossare un giorno quella maglia rimane, eccome. Sono cresciuto guardando i rossoneri. Mio nonno era un maestro di golf a Milano e ha conosciuto campioni come Van Basten, Rijkaard e Gullit: è grazie a lui se sono diventato un milanista così sfegatato. Li seguo sempre, prima di tutto resto un grande tifoso, poi si vedrà in futuro. Oggi sto benissimo al Brugge".
A chiudere l'intervista, un'importante riflessione su cosa accadrebbe qualora l'Italia e la Germania lo convocassero simultaneamente per la Nazionale maggiore: "È una scelta che farei esclusivamente con il cuore, valutando dove mi sento più a casa e dove percepisco più amore per la maglia, oltre che il progetto tecnico. Al momento sono felicissimo con la Germania e Julian Nagelsmann mi ha fatto molto piacere chiamandomi per farmi i complimenti per la stagione. Dall’Italia, ad oggi, non è ancora arrivata alcuna chiamata... vivo il presente e vedremo cosa riserverà il futuro".
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