La campagna acquisti non ha entusiasmato e i risultati negativi negli ultimi anni hanno messo anche l'ex Lazio e l'amministratore delegato
Questa sera il Milan scenderà in campo contro l'Atalanta in una partita molto delicata e in un momento molto complicato. I rossoneri sono assolutamente chiamati a rispondere alla vittoria della Juventus contro il Lecce, essendo ora scesi al quarto posto e con la Roma impegnata contro il Parma, ma in casa rossonera c'è anche molto altro in mente, ovvero chi dovrà fare parte della squadra nella prossima stagione. E non solo quella sul campo.
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Milan, aria turbolenta anche nella dirigenza: Tare e Furlani sotto osservazione
Una stagione molto difficile per il Milan e c'è anche un posto in Champions League da conquistare. La vittoria della Juventus contro il Lecce ha seriamente complicato la situazione. Ora i rossoneri si trovano al quarto posto e questa sera a San Siro arriva un'Atalanta che non vince da un mese ma che comunque resta un avversario molto insidioso per la squadra di Massimiliano Allegri.Ma in casa Milan in questo momento non si pensa solo alla partita di questa sera ma anche alle mosse da studiare per l'estate quando ci sarà una vera e propria rivoluzione. E non solo sul campo. Tra i molti nomi sotto grande osservazione ce ne sono anche due della dirigenza, ovvero Igli Tare e Giorgio Furlani, rispettivamente direttore sportivo e amministratore delegato del club rossonero.
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Sul primo, i tifosi del Diavolo non sono soddisfatti della campagna acquisti della scorsa sessione di mercato. Al suo primo anno da ds rossonero, l'ex Lazio non ha brillato e il suo posto sembra essere davvero in bilico. Al momento non c'è stato alcun nome accantonato a quel ruolo ma è chiaro che nei prossimi mesi, con o senza Champions League, l'ex attaccante dovrà dare ad Allegri una rosa molto più competitiva.
Su Furlani, invece, buona parte della tifoseria lo ritiene il maggiore responsabile delle ultime stagioni negative tanto che da qualche mese è stata lanciata una petizione per allontanare l'attuale amministratore delegato. Una petizione che, ad oggi, ha raggiunto le 43mila firme. Un numero che rende ancora più evidente il malcontento all'interno dell'ambiente meneghino. Le ultime tre partite, intanto, saranno importanti per raggiungere l'Europa che conta, poi arriverà il vero lavoro.
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