Gerry Cardinale presente come stabilito in agenda, non per urgenze o processi particolari. Tocca ad Amorim e alla squadra...

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Ancora Leao, prima lo fischiano e poi lo rivogliono

Per Milan-Lecce, Gerry Cardinale non arriverà perché c'è la necessità di un vertice d'emergenza con il tecnico, ma perché da quando il 25 maggio ha licenziato tutta la dirigenza e Allegri, sta gestendo in prima persona la società. Prende le decisioni insieme ad Amorim e ai dirigenti che lavorano alla scelta e alle trattative dei giocatori (Almstadt, Gardiner, Lomonte, Kirovski ed Estevao), ma è lui alla guida del progetto. Ecco perché ha scelto di far sentire molto di più la sua presenza rispetto al passato. E' anche un modo per sottolineare la differenza netta rispetto a quello che è successo dal settembre 2022 in poi, ovvero le sue prime quattro stagioni da proprietario.

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Le prime prove tattiche ieri a Milanello

Oggi il tecnico portoghese metterà a punto la formazione che sfiderà i salentini, partendo da alcune certezze: tornano i big in campo. Pulisic è atteso per la prima volta dal primo minuto: giocherà alle spalle di Goncalo Ramos; al suo fianco, probabile l'avanzamento sulla trequarti di Rabiot, a meno che Amorim non decida di equilibrare leggermente di più l'undici con il ritorno nel suo vecchio molo di esterno di Saelemaekers. A proposito del Belgio: il numero 56 non è stato convocato dal ct Van Bommel, mentre sono presenti Diego Moreira e De Winter.
Nonostante la sconfitta, e i fischi, seguiti all'esordio europeo contro il Benfica, i tifosi rossoneri confermano la loro fiducia alla squadra: nel posticipo di domani sera contro il Lecce torneranno a riempire San Siro. Come di consueto stadio gremito con un'attesa di circa 72mila spettatori. Un'altra grande cornice a cui dovrà corrispondere una partita all'altezza, anche perché seguirà poi una lunga assenza dallo stadio di casa. Il Milan si ripresenterà qui soltanto tra un mese, dopo la sosta del campionato e dopo la ripresa degli impegni in A (a Reggio Emilia contro il Sassuolo) e in Europa, con il viaggio a Salisburgo. San Siro pieno è di fatto una costante: anche nel mercoledì europeo si erano sfiorati i 70mila spettatori.

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