La campagna denigratoria che sta subendo Amorim è pesantissima: l'Italia è un paese in cui l'analisi lascia il posto alle polemiche
Ciò che infastidisce del clima mediatico torbido che si è creato contro Ruben Amorim - tecnico del Milan - non sono le critiche. Anzi, le critiche sono fonte di dubbio, di riflessione e della possibilità di portare un effettivo miglioramento.
La differenza fra critiche e polemiche
Quel che diventa meno piacevole, e forse persino profondamente ingiusto, sono le polemiche urlate, finalizzate solo a creare caos. La differenza fondamentale fra le critiche e le polemiche alberga in una parolina magica: l'analisi.
Chi fa delle critiche basa le proprie osservazioni sull'analisi delle situazioni di campo. Può essere tranciante, ma mai dissacrante. Chi fa polemiche, invece, non ha bisogno dell'analisi. Al primo risultato negativo è pronto ad azionare una pistola di parole.
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L'Italia sportiva si poggia sulle polemiche: Amorim lo sta scoprendo sulla sua pelle
Quello che accade in Italia dal punto di vista mediatico è sin troppo evidente. L'analisi tecnica del modo di giocare di una squadra quasi non esiste, al più è ridotta al lumicino, a situazioni di nicchia. Le polemiche, invece, divampano dopo un pareggio e diventano devastanti dopo una sconfitta.
Tutto è ridotto ad uno stile gridato, basato sulla valorizzazione della negatività e sull'emarginazione di qualsiasi cosa di vagamente positivo. Le polemiche su Amorim non sfuggono a questa regola. E il clima tossico che ne consegue è solo una mera conseguenza. Analizzare il calcio non interessa: solo la polemica crea like e visualizzazioni.
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