Le parole del nuovo presidente della FIGC Giovanni Malagò sulla questione stadi in vista di Euro 2032
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Euro 2032 è ancora lontano, ma è un anno da cerchiare con la penna rossa. L'Italia ospiterà infatti il torneo: l'ultima volta che la penisola fu protagonista di un evento sportivo di questa portata risale addirittura ad Italia 90. Una vita fa, se pensiamo anche alla profonda crisi che il movimento azzurro sta vivendo in questo momento. Resta il fatto che Euro 2032 sarà un evento da non sbagliare assolutamente sotto tanti aspetti e uno di questi è proprio l'argomento stadio. Un nodo cruciale, dato che sono pochi i terreni di gioco a norma e su cui si è esposto Giovanni Malagò, nuovo presidente della FIGC.
Le parole di Malagò
Intervenuto in una audizione davanti alla Commissione Cultura, il neo eletto presidente ha detto così: "Nel momento in cui ci sarà l’assegnazione ufficiale degli stadi per organizzare i Campionati Europei 2032, con le valutazioni di Figc e Uefa, secondo parametri oggettivi, ritengo che possa essere presa in considerazione, solo per un discorso di buonsenso, l’idea di estendere e di allargare i poteri del commissario straordinario sia ad altri stadi sia a centri di allenamento con capienza inferiore. Questo perché se domani una nazionale, per esempio la Germania o l’Olanda, scegliesse come luogo di allenamento l’impianto di Empoli, per citarne uno a caso, perché magari nel loro girone si gioca al Franchi è un peccato mortale non prendere in considerazione questa opportunità"
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