Il tecnico Amorin si è presentato all'universo Milan: tra gioco, mercato, team e giocatori, l'allenatore ha "tagliato" anche con il passato

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Alle 15, in località Milanello, il signor Ruben Amorim si è presentato ufficialmente al Milan. L'ha fatto con Gerry Cardinale al suo fianco e con il sorriso stampato in viso. Il tecnico portoghese ha accolto una nuova sfida, quella di riportare il Diavolo ai vertici del calcio italiano, dove gli compete. Un'impresa riuscita soltanto a Stefano Pioli negli ultimi anni: dati alla mano è stato l'ultimo allenatore a riportare il Milan a vincere uno scudetto dalla stagione 2010/2011.

Nel corso della sua presentazione il tecnico ha fatto un riferimento ben preciso alla squadra che vuole vedere in campo: bella e vincente in poche parole riguardo alla domanda "la differenza tra il giocare per vincere e il giocare per non perdere". Un taglio netto con il passato e che delinea l'inizio di un nuovo regno: quello di Amorim. Il passato deve rimanere appunto passato e non un costante richiamo

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Vincere e dominare il gioco: la formula di Amorim

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MILAN, ITALY - JULY 08: AC Milan New Head Coach Ruben Amorim attends a press conference at Casa Milan on July 08, 2026 in Milan, Italy. (Photo by Giuseppe Cottini/AC Milan via Getty Images)

Tra risultatisti e giochisti chi ha più voglia di vincere? Nessuno, entrambi lo vogliono fare. Da quando il calcio è entrato nell'habitué ogni tecnico ha dato la sua interpretazione al gioco del pallone. Lo stesso vale anche per Ruben Amorim, capace di portare lo Sporting alla vittoria del campionato attraverso un gioco ben definito e valorizzando molti elementi. A Manchester non è riuscito nell'impresa, ma ora è di nuovo in sella ad un progetto e lo farà con le sue idee.

"Posso dirvi il modo in cui voglio giocare. Ho grandissimo rispetto per Allegri, ha tantissimo esperienza. Non voglio parlare del passato, ma vi posso dire il modo in cui voglio giocare: dobbiamo dominare l'avversario e difenderci bene". Con questa frase il lusitano ha fissato due concetti: il suo deve essere un Milan dominante e che non molla mai la partita, perché "calare l'energia o l'attenzione vuol dire perdere". Niente calcoli, ma un martello pneumatico contro ogni squadra. Il secondo aspetto riguarda il riferimento ad Allegri, che però non è in senso negativo. Il rispetto c'è, questo è importante. Lo è ancora di più il taglio però con il passato: Amorim non ha commentato ciò che è successo, ha proiettato tutto sul futuro. In qualche modo, ha allontanato ogni discorso superfluo sulla guerra civile tra i tifosi sul "risultatismo contro giochismo".

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