L’omelia dell'abate Carlo Faccendini in Sant'Ambrogio a Milano è stata il ritratto dell'uomo prima ancora che del campione.
Sant'Ambrogio come San Siro: in migliaia solo per lui, Franco Baresi
Stefano Simonetta, 58 anni, professore di Filosofia alla Statale e milanista da sempre: “Sono stato tifoso di Baresi per la sua classe, ma soprattutto perché era una bandiera. Ai funerali ho visto i casciavìt, i milanisti umili e semplici. Ho visto le stesse facce che ricordo ai funerali di Berlinguer”. All'esterno della basilica di Sant'Ambrogio, nel pieno della cerimonia funebre per Franco Baresi, un anziano signore cammina a fatica con un deambulatore. Indossa una maglia nerazzurra, non nasconde di essere un rivale anzi lo rivendica: ci siamo anche noi. E riceve applausi, parole dolci, sorrisi dai tifosi rossoneri, migliaia.
Commozione e umiltà, per Franco Baresi e con Franco Baresi
Tra i più commossi Clarence Seedorf e Paolo Maldini. Quando il feretro è stato portato fuori da Albertini, Costacurta, Virdis, Ambrosini, Simone e Evani, il popolo rossonero ha rialzato le sciarpe al cielo: "Sarai sempre con noi" e ancora "C'è solo un capitano". L’omelia dell'abate Carlo Faccendini ha ricordato il bambino che inseguiva un sogno e che, nonostante la gloria, non perse mai l'umiltà: “Nei Vangeli è esplicita la predilezione di Gesù per chi è "Piscinin", Franco ci ha insegnato che è possibile diventare grandi restando piccoli”.
Giovanni Galli: “Penso a Franco la sera dopo aver vinto la prima Champions a Barcellona. l'ho sollevato e ho visto un uomo felice. Ha vissuto grandi sofferenze per e con il suo Milan, ma lo ha riportato in alto”. Gli fa eco Filippo Galli: “Non ha messo in fuorigioco l'ultimo avversario, ma sarà per sempre nei nostri cuori”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA