Non ci sono venti di tempesta attorno alla panchina di Amorim, anche se la presenza di Antonio Conte in tribuna non è passata inosservata
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Particolarmente sferzante Fabio Capello sulla Gazzetta dello Sport: "Non c'è mai chi cerca l'uno contro uno per andare al cross, o uno scatto in profondità. E poi c'è anche un altro problema: anche quando si arriva a mettere palla in mezzo, non c'è mai nessuno che riempia l'area. Ramos riceve la palla circondato dagli avversari e non è aiutato dai compagni. Direi che per il 50 per cento c'è la paura di tentare la giocata e per l'altro 50 non si è ancora capito il piano tattico. I giocatori si conoscono e si capiscono giocando insieme: se cambi sempre, a questo obiettivo non ci arrivi".
Amorim, 5 partite e 5 formazioni diverse
Amorim ha cercato di ruotare il più possibile i suoi uomini, per conoscerli e valutarli da vicino, prima di prendere decisioni definitive. Lo 0-2 casalingo all'esordio in Europa League, però, deve aver convinto il tecnico portoghese che più di una pedina non sia così funzionale al suo calcio. Il sospetto di alcuni è che a guidare le scelte iniziali, poi corrette all'intervallo, sia una imperfetta conoscenza deí valori della sua rosa e delle caratteristiche più autentiche dei suoi singoli Per spiegare meglio: se parti con Estupinan che giusto un anno prima provocò la sconfitta ad Allegri contro la Lazio di Sarti impappinandosi su Isaksen, vuol dire che non ne hai valutato l'esatta consistenza tecnica e tattica. Idem in occasione della sfida europea di San Siro. Se per far rifiatare Gila (cosa buona e giusta), fai esordire a San Siro Terracciano che nell'anno precedente è finito in panchina con la Cremonese poi retrocessa, vuoi dire che non hai cognizione della categoria a cui appartiene il giovanotto.
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