Un racconto sulla dedizione dell'amore del Milan Club Solarolo. In questa intervista, Daniele Gattazzo racconta come il club sia diventato una famiglia

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Quando lo sfottò social è con il sorriso e senza sbraitare: onore delle armi milanista all'interista...

Il Milan Club Solarolo nasce da un amore profondo, coltivato nel tempo e trasformato in un bellissimo progetto condiviso. Ne abbiamo parlato con Daniele Gattazzo, uno dei fondatori storici del Milan club, che ci ha concesso un'intervista esclusiva. Un ringraziamento speciale va rivolto a Paolo Brunello, storico ex presidente che per anni ha tramandato il vero verbo milanista. Daniele, insieme a lui e agli altri soci fondatori, ha costruito un gruppo solido basato su amicizia e infinita passione sportiva.

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La nascita del Milan Club Solarolo

Quando e come nasce ufficialmente il vostro club? "Nel 2005 abbiamo deciso di far nascere il Milan Club. L’11 maggio, in onore del derby vinto 6-0, per noi era una data speciale. Ogni anno andavamo a cena per festeggiarla tutti assieme. Poi, una sera in taverna, abbiamo deciso di aprire ufficialmente questo Milan Club."

Da dove nasce questo vostro grande affetto per il Milan? "Io e il mio amico Alex ci siamo abbonati nel 2001, avevamo circa vent'anni. Guardavamo le partite da tanto tempo con i nostri genitori. Prima non eravamo iscritti ufficialmente ma avevamo uno striscione, Solarolo Rossonero. Ci appoggiavamo ad altri gruppi presenti in provincia di Mantova."

Da chi è composta attualmente la vostra direzione societaria? "Il presidente in carica oggi è Paolo Testa. Poi ci sono i soci fondatori Soldà, Alex e Luca Peri, che mi danno una grossa mano. Collaboro attivamente anche con altri Milan Club limitrofi, come quello di Marmirolo."

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Milan Club Solarolo e il retroscena su Maldini

Da dove nasce il vostro legame storico con Paolo Maldini? "Io sono da sempre un maldiniano di ferro. Nel 2023 ho litigato con tutti quelli che pensavano fosse giusto mandare via Maldini. Sono abbonato in curva da 25 anni e conosco le dinamiche del tifo. Nel 2005 il padre di un mio amico ha assistito a una scena diventata molto famosa."

A quale episodio vi riferite esattamente? "Era in aereo con la squadra dopo la finale di Istanbul. Scendendo, Maldini sentì dei ragazzini della curva dirgli che doveva vergognarsi. Lui rispose a tono, chiedendo chi fossero per dirgli certe cose. Da lì si è montata una leggenda totalmente sbagliata sul suo conto."

E cosa accadde invece nel giorno del suo addio al calcio? "Nel 2009 ero in curva per il suo addio al calcio giocato. Né io né gli altri tifosi sapevamo nulla dello striscione fatto da cinquanta idioti autonomi. Si è trattato di un regolamento di conti personale contro di lui. Il fatto che l'intera curva lo abbia contestato è un falso storico."

Qual è il vostro commento sull'attuale situazione della squadra rossonera? "Siamo una squadra mediocre, ma con un'ossatura comunque buona. Giocatori come Gabbia, Rabiot e Pulisic riescono a sopperire a tante magagne tecniche. Tutti gli altri giocatori in rosa non sono da Milan secondo me. Leao è un eterno incompiuto ed è diventato molto prevedibile. Io sono cresciuto col Milan di Van Basten e Kakà, i campioni li so distinguere bene."

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I soci del Milan club Solarolo Rossonero

La lealtà e i valori per il Milan Club Solarolo

Quali sono i valori fondanti legati alla vostra parrocchia? "Noi veniamo dall’oratorio e dalla nostra parrocchia di riferimento. Organizziamo spesso eventi lì per far stare insieme i ragazzini a giocare a calcio in armonia. Le cene le facciamo sempre lì, noleggiando le strutture per aiutare l’oratorio. Siamo una piccola comunità dove l'amicizia è il vero valore fondamentale."

Perché un tifoso dovrebbe unirsi al vostro Milan Club? "Noi prima di essere tifosi siamo dei grandi amici. Per noi andare alla partita è un rito per stare in compagnia e raccontarci i problemi settimanali. C'è tutto un contorno bellissimo fatto di cene, bevute e nuove conoscenze. In 25 anni ho visto nascere legami fantastici a cui non rinuncerei mai per nulla al mondo."

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Cosa pensate della recente trasferta vietata a Genova per i lombardi? "Non so come mai non possiamo andare, evidentemente ci considerano persone pericolose a prescindere. È una cosa assurda, io non mi sono mai picchiato con nessuno in vita mia. Per noi il calcio ha un valore sano e il rispetto è la base di tutto. Mi sento discriminato da questa decisione, vietare la trasferta a Genova è inconcepibile."

Qual è stata la trasferta europea più bella che avete vissuto? "Sicuramente quella di Barcellona in Champions League. Io ormai gli stadi li ho visti praticamente tutti girando in lungo e in largo per l'Europa. Vivere dal vivo il gol di Thiago Silva all’ultimo secondo è stata un’emozione indescrivibile."

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