Un romano trapiantato in Toscana, uno scudetto festeggiato suonando il clacson in piazza e il sogno di costruire qualcosa di vero nel cuore del Mugello: un Milan Club. Così è nata una delle realtà rossonere più attive della Toscana.

Esclusiva
Milan Club Mugello, Riccardo Celi: “Aggregazione e passione rossonera nel cuore della Toscana”
Ci sono storie che nascono da un momento preciso, quasi da un lampo. Un clacson suonato in piazza, una macchina accostata a un'altra, uno sguardo tra amici e una domanda che cambia tutto: "Ma è possibile che qui nel Mugello non ci sia un Milan Club?" Da quell'istante, la sera dello scudetto, è iniziata l'avventura del Milan Club Mugello, oggi una realtà solida e riconosciuta, capace di raccogliere fino a 250 iscritti in un territorio dominato dal viola.
A guidarlo è Riccardo Celi, romano doc, emigrato in Toscana qualche anno fa, che ha portato con sé la fede rossonera e la voglia di condividerla. Non solo con chi segue il Milan da sempre, ma soprattutto con chi magari non aveva ancora avuto l'occasione di viverlo davvero. Perché questo club non è nato per chi va già allo stadio ogni domenica: è nato per chi non ci era mai andato.
In questa intervista, Riccardo ci racconta le origini del club, i momenti più belli, le iniziative sociali e i sogni per il futuro. Una storia di calcio, certo. Ma soprattutto di persone.
"Milan Club Mugello: "Suonavamo il clacson in piazza e ho capito che dovevamo farlo anche qui"

Quando è nato il Milan Club Mugello e come è iniziata questa avventura?
"Il Milan Club è nato subito dopo lo scudetto. Parto da un piccolo pregresso: io non sono mugellano, sono romano, emigrato in Toscana da qualche anno. Sono sempre stato all'interno di Milan Club su Roma, sulla base dei Dipini e quant'altro. Vince lo scudetto il Milan e dico: è possibile che ritrovandoci in piazza a suonare il clacson con tante macchine non si riesca a fare un Milan Club qui nel Mugello? E da lì è iniziata questa piccola grande avventura."
"Sono praticamente oramai cinque anni che ci siamo. Cinque anni in cui si sono organizzati tanti viaggi, tante piccole soddisfazioni. Si è raggiunta una quota di 250 iscritti che, per un entroterra abbastanza ristretto dominato dal colore viola, non è poco. Chiaramente, come tutte le cose, si subisce anche l'influenza dell'andamento della squadra: piano piano i numeri si sono ridimensionati un po', ma si sono fortificate le presenze. Quelle persone che ci portano allo stadio a Milano, con gli abbonati, e in trasferta nelle partite europee."
"La soddisfazione più grande? Quando mi hanno scritto che senza il club non sarebbero mai andati allo stadio"
—Qual è il valore principale che volete trasmettere ai soci e ai giovani?
"Il valore che ho sempre cercato di trasmettere è l'aggregazione. La soddisfazione più grande che ho vissuto è stata ricevere alcuni messaggi da ragazzi che mi dicevano che senza il club, senza la mia disponibilità e la mia passione, non sarebbero mai andati a vedere una partita allo stadio. Quello per me ha significato tutto."
"Poi c'è un aspetto che si mescola inevitabilmente con l'aggregazione: il rispetto del valore economico. Partire da Firenze, organizzarsi, comprare i biglietti, tutto questo ha un costo, e non per tutti è accessibile. Quindi cercare l'offerta giusta, incastrare le opportunità, garantire a tutti di poter andare: quella è stata una parte molto importante di questi anni."
"E poi c'è il bello di vedere gli occhi luccicanti dei bambini allo stadio per la prima volta, magari con i papà. Proprio oggi è la festa del papà, e quelle scene sono state tra le cose più gratificanti che ho vissuto."
"A Napoli eravamo in due van, con il nodo allo stomaco. Non lo dimenticherò mai"

Qual è stato il momento più emozionante vissuto dal club?
"Il momento più bello è stato probabilmente qualche anno fa, quando ci furono i quarti di finale di Coppa dei Campioni e si andò a Napoli. Come tipo di ambiente, come esperienza vissuta a pieno, eravamo in due van, tutto il viaggio, tutta la tensione, il nodo allo stomaco prima della partita."
"Poi ricordo con piacere anche le partite dove il risultato non è stato positivo, perché ho sempre vissuto lo spirito dell'aggregazione più che del risultato. Se il Milan va bene sono felice, se va male mi cambia l'umore, ma finisce lì. Quello che mi ha sempre dato il riscontro più forte è stato creare un gruppo di persone tale per cui, se ti incontri per strada, ti offri un caffè, ci scambi due chiacchiere. Rapporti umani che vanno oltre l'associazionismo."
"Un'altra partita bellissima è stata la finale di Coppa Italia: quattro van, pranzo tutti insieme alla romana. Non è andata nel migliore dei modi sul campo, ma come esperienza è stata indimenticabile."
"Squadra di calcetto a costo zero, raccolta fondi per la pediatria, aiuti per l'alluvione"
—Avete collaborazioni con altri club? E ho visto che fate anche Futsal.
"Abbiamo provato per un anno una squadra di calcetto, attingendo dai soci ma anche dall'esterno. L'abbiamo fatta interamente a costo zero: tutto sponsorizzato. I ragazzi pagavano solo l'affitto del campo, cinque euro a partita, e nient'altro. Allenamenti, iscrizione al campionato, divise: tutto gratis. Si sono tolti anche qualche soddisfazione nel campionato regionale. Presupponeva troppo impegno nel lungo periodo, quindi è durata un anno, ma è stata un'esperienza bellissima."
"Ci appoggiamo ad altri club, come quello di Prato, uno dei più storici della zona. Siamo un club ufficialmente riconosciuto, quindi siamo sotto l'Associazione Italiana Milan Club. E abbiamo delle partnership locali, ristoranti, barberie, palestre, per offrire piccoli vantaggi ai soci."
"Abbiamo fatto anche iniziative per il sociale. Tre anni fa abbiamo organizzato una raccolta fondi che abbiamo devoluto all'ospedale, al reparto di pediatria e ematologia: siamo andati a portare uova di Pasqua ai piccoli pazienti, e abbiamo raccolto quasi 2.000 euro in materiali per il reparto. Quando c'è stata l'alluvione in Toscana, abbiamo raccolto beni di prima necessità e li abbiamo distribuiti dove ce n'era più bisogno. Cerchiamo di essere sempre attenti agli altri."
"Sogno una saletta tutta nostra e un torneo solidale con tutti i club della zona"
—Quali sono gli obiettivi futuri del Milan Club Mugello?
"Il primo obiettivo è creare una stabilità a livello di soci, sapere che ci sono, che ci resteranno. Il secondo, e questo è il mio sogno, è riuscire a trovare una piccola saletta dove chi non può permettersi lo stadio, per i costi, per l'organizzazione del viaggio, per qualsiasi ragione, possa venire a guardare le partite tutti insieme."
"Il terzo obiettivo, quello che porto avanti da un po' di tempo, è organizzare un torneo di calcio a 11 solidale, insieme ad altri club, con tutto il ricavato devoluto in beneficenza. È più facile a dirsi che a farsi, incastrare tutte le persone è complicato, ma è un'idea in cui credo molto."
"Milan Club Mugello: la pizzeria, il pullman, le cene: per noi una partita di cartello è un evento"

Come vivete le partite del Milan insieme?
"Organizziamo le cene soprattutto per le partite più importanti. Abbiamo una pizzeria che ci riserva una tariffa fissa e trasmette le partite, così cerchiamo di arrivare a una soluzione popolare, accessibile a tutti i portafogli."
"Quando c'è la partita di cartello, si aspetta un po' di più: di quelle cento persone che sarebbero interessate ad andare allo stadio, magari ne vengono cinquanta con il pullman e le altre si ritrovano a cena o all'aperitivo. I biglietti sono diventati meno accessibili negli ultimi anni, quindi si cerca sempre di organizzarsi per tempo. Ma che sia allo stadio o davanti a una pizza, l'importante è stare insieme."
Il Milan Club Mugello è un club ufficialmente riconosciuto dall'Associazione Italiana Milan Club. Per informazioni sulle iscrizioni e le attività, potete contattare Riccardo Celi direttamente attraverso i canali social del club.
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