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Focus sul francese

Nkunku, il paradosso rossonero: da cedibile a indispensabile. A Bologna tocca a lui

Stefano Sorce
Bologna–Milan del 4 febbraio (ore 20:45) arriva in un momento delicatissimo per i rossoneri, alle prese con un reparto offensivo ridotto all’osso
00:14 min

Nel calcio, e il Milan lo sa bene, il confine tra esubero e titolare è spesso sottile. A volte basta un incastro mancato, un affare saltato, un’assenza di troppo. È esattamente ciò che sta accadendo a Christopher Nkunku, protagonista di uno dei paradossi più ricorrenti della storia recente rossonera. Il mancato arrivo di Jean-Philippe Mateta ha cambiato tutto. Non solo le strategie di mercato, ma soprattutto le gerarchie offensive di Massimiliano Allegri, che si ritrova a preparare la trasferta di Bologna con un reparto avanzato ridotto all’osso. Niente Pulisic, non al meglio Fullkrug e Leao, nessun nuovo innesto. E allora, quasi naturalmente, il cerchio si chiude su Nkunku.

Nkunku: da possibile uscita a punto fermo

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Fino a poche settimane fa il suo nome era circolato con insistenza tra quelli sacrificabili. Una pedina preziosa, certo, ma non centrale. Oggi lo scenario è ribaltato: Nkunku non è più un’alternativa, bensì una necessità. Contro il Bologna, al “Renato Dall’Ara”, il francese è destinato a partire dal primo minuto, con addosso una responsabilità che va ben oltre il semplice ruolo offensivo. Il Milan, ancora una volta, si affida a un giocatore che sembrava sul punto di partire. Un copione già visto: basti pensare al caso Jović, messo sul mercato e poi improvvisamente rilanciato, fino a indossare una maglia pesantissima come la numero 9. A Milanello certe storie non sono eccezioni, ma abitudini.

Nkunku offre ciò che oggi manca: mobilità, imprevedibilità, capacità di muoversi tra le linee. In una squadra che arriva a Bologna con certezze ridotte e poche soluzioni offensive, il suo profilo diventa prezioso proprio per la sua versatilità. Può agire da seconda punta, abbassarsi per legare il gioco, attaccare lo spazio o creare superiorità con il primo controllo. Allegri lo sa: senza un centravanti “nuovo” e con alternative limitate, il Milan ha bisogno di qualcuno che sappia adattarsi al contesto della partita. Nkunku, nel bene e nel male, è uno dei pochi in rosa a possedere questa duttilità.

Bologna-Milan, occasione e prova di maturità

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La sfida del 4 febbraio non è una partita qualunque. Il Bologna di Italiano è squadra intensa, aggressiva, capace di mettere in difficoltà chiunque sul piano del ritmo. Proprio per questo Nkunku diventa una chiave tattica: la sua capacità di ricevere tra le linee e di sfuggire ai riferimenti può essere determinante per allentare la pressione rossoblù. Da “giocatore in bilico” a possibile uomo copertina nel giro di un mese. È questo il paradosso rossonero, ma anche l’occasione più grande per Nkunku: trasformare una permanenza quasi forzata in un punto di svolta della sua esperienza milanese. A Bologna il Milan ha bisogno di risposte. Nkunku, oggi più che mai, è chiamato a darle. E ancora una volta per dimostrare di meritare spazio.