Partiamo dai numeri, perché nel calcio di Massimiliano Allegri le statistiche sono importanti e vanno sempre interpretate nel modo corretto per trarre i giusti spunti: il Milan continua la sua cavalcata inseguendo l'Inter capolista e lo fa anche grazie al suo leader difensivo silenzioso, ovvero Matteo Gabbia. Il centrale in questa stagione ha collezionato 22 presenze in Serie A, di cui 21 da titolare, per un totale di 1.856 minuti giocati e 84 minuti di media a partita. Un dato semplice ma chiarissimo: quando è disponibile, gioca. E quasi sempre fino al triplice fischio. È il primo segnale della sua importanza negli equilibri tattici del Milan.
Serie A
Gabbia al centro del Milan: Allegri ha il suo leader difensivo silenzioso


Centralità che nasce dall’affidabilità
—Gabbia non è il difensore che si racconta con gol e assist. Zero reti, zero assist, con 1,27 di xG e 0,12 di xA, confermano che il suo ruolo non è quello di incidere nella metà campo avversaria. Ma questo non è un limite, è una scelta. Allegri chiede ai centrali solidità, letture pulite, disciplina. E Gabbia risponde con una continuità quasi didattica. Non è uno di quei nomi altisonanti che fanno paura, ma è una pedina ormai fondamentale che ha trovato finalmente la sua dimensione per potersi esprimere al massimo delle sue potenzialità.
Equilibrio prima di tutto
—I 57,7 tocchi a partita raccontano un difensore costantemente coinvolto nella costruzione, ma senza forzature. Gabbia non è un regista aggiunto: anche in questo caso, Allegri chiede prettamente compiti difensivi e poco più. Gabbia offre sempre una linea di passaggio sicura, tiene la squadra corta e riduce il margine di errore. I 0,09 passaggi chiave a partita vanno letti in questa chiave: poche giocate rischiose, molte scelte intelligenti. È il Milan che controlla, non quello che si espone. O come dice Allegri: "Non siamo una squadra da colpi di tacco".

Leader senza clamore
—Solo una presenza nella squadra della settimana è forse il dato più rivelatore. Gabbia non vive di exploit, non cerca riflettori. La sua forza è la normalità. Partita dopo partita, mantiene standard elevati e rende più semplice il lavoro dell’intero reparto. È un leader funzionale, non urlato: guida la linea, accompagna i compagni, dà certezze. E il Milan subisce sempre poco, spesso rinunciando magari al controllo del gioco, ma generalmente senza essere travolto dalle sortite offensive avversarie, perché il reparto difensivo ha dimostrato di saper resistere in molte situazioni complesse.

Il volto dell'equilibrio
—Il Milan di Allegri difende prima con la testa e poi con le gambe. Gabbia ne è l’incarnazione perfetta: sempre al posto giusto, raramente fuori tempo, quasi mai sopra le righe. In una squadra sempre più compatta, il suo valore sta proprio qui: trasformare l’equilibrio in una costante. E nel calcio di Max Allegri, questo significa essere indispensabili.
© RIPRODUZIONE RISERVATA


/www.milanistichannel.com/assets/uploads/202601/afb4d6ca326be5d5e20906525871017c.jpg)