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Il Milan è a un passo da una svolta societaria che segna un passaggio chiave nella gestione RedBird. Il rifinanziamento del debito con Elliott è ormai questione di giorni e porterà a un cambio significativo nell’assetto finanziario del club, senza però intaccarne la governance.
Al fianco del fondo statunitense di Gerry Cardinale entrerà infatti Manulife Comvest, piattaforma canadese di private credit, destinata a sostituire Elliott come creditore. Una transizione rapida, attesa già entro l’inizio di febbraio, che rafforza la prospettiva di continuità e consolida il progetto a lungo termine del Milan.
L’operazione è ormai nella fase finale. Dopo mesi di valutazioni, RedBird ha deciso di rifinanziare il debito residuo da 489 milioni di euro più interessi, inizialmente contratto con Elliott e in scadenza nel 2028. Al suo posto subentrerà Comvest, realtà con sede principale a Toronto, che consentirà al club di allungare le scadenze fino al 2031 e, soprattutto, di ridurre il peso degli interessi. Un’operazione di private credit piuttosto comune in questo tipo di passaggi, ma strategica per dare ossigeno al progetto rossonero.
L’accelerazione è arrivata nelle ultime ore, emersa chiaramente dal consiglio di amministrazione: inizialmente la ristrutturazione del debito era prevista entro marzo, ma ora il calendario si è accorciato. Già a inizio febbraio il Milan potrebbe presentarsi con una struttura finanziaria rinnovata, mentre sul fronte sportivo tutto resterà invariato. RedBird rimane saldamente al comando, con Cardinale deciso a proseguire il percorso avviato nel 2022, quando rilevò il club con una valutazione complessiva di 1,2 miliardi di euro.
Se sul piano finanziario qualcosa cambia, sul piano dirigenziale no. La linea è chiara: preservare la continuità. Restano al loro posto il presidente Paolo Scaroni, l’amministratore delegato Giorgio Furlani e il CFO Stefano Cocirio. A lasciare saranno invece i consiglieri in quota Elliott, che verranno sostituiti da rappresentanti di Comvest. Una rotazione fisiologica, senza scossoni, che conferma la fiducia nel modello gestionale attuale.
Un modello che può contare su numeri solidi: il Milan arriva infatti da tre bilanci consecutivi in utile (+6 milioni nel 2022-23, +4 nel 2023-24 e +3 nel 2024-25). Un risultato tutt’altro che scontato nel panorama calcistico italiano, che rafforza la credibilità del club anche agli occhi dei partner finanziari. La crescita dei ricavi commerciali e l’autosufficienza economica raggiunta negli ultimi anni sono asset centrali del progetto, al pari del tema stadio.
Dentro questo scenario si inserisce anche l’obiettivo sportivo: il ritorno stabile in Champions League, fondamentale non solo per il prestigio, ma anche per l’impatto economico. Il Milan guarda avanti con una doppia anima, statunitense e canadese, ma con una direzione chiara: stabilità finanziaria, continuità gestionale e ambizione di lungo periodo. La svolta è vicina. E questa volta, lontano dal campo, potrebbe fare davvero la differenza.
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