Il Milan di Silvio Berlusconi e la Nazionale azzurra: Capitano Franco Baresi. Sull’attenti. Non sarai mai solo.
analisi su Facebook di Roberto Beccantini -
Dove sono Evaristo, Igor, Osvaldo, Kevin, il dribblatore, il goleador, l’artigiano, il fantasista? Tutti, tutti, dormono sulla collina. Raggiunti, oggi, da Franco. Franco Baresi (nella foto grande con il giornalista Alberto Cerruti). Il simbolo del grande Milan. Il Milan di sua Emittenza e sua Intensità. La squadra che, al crepuscolo degli Ottanta, evoluzionò il nostro calcio.
Baresi, bresciano di Travagliato, il fratello Beppe mediano dell’Inter
Baresi, orfano sin da adolescente, aveva 66 anni. Combatteva contro un tumore ai polmoni. Nonostante l’aria di chierichetto, almeno da ragazzo, sempre e per sempre fedele al Diavolo. Anche in serie B. Battezzato da Liedholm a Verona, cresimato da Sacchi, consacrato da Capello: la sua bacheca, dallo scudetto della stella alle Champions, non ha eguali. Battitore libero, centrale: un ruolo che, storicamente e tatticamente, ha scollinato due ere, l’italianismo e l’avanguardismo, al netto del Covercianese e delle sbronze da bar. E quel braccio alzato a segnalare, manifesto del dolce stil novo, il fuorigioco tra piazza Duomo e piazza Navona.
Baresi x Scirea - a mutual respect. 🕊️ pic.twitter.com/C5jHYcIc1o
— 𝓙𝓾𝓿𝓮𝓷𝓽𝓲𝓼𝓼𝓲𝓶𝓸 (@Juventissimo90s) July 31, 2026
Un leader. Di poche parole, di tanti fatti. Trave, non pagliuzza, al centro di un quartetto diventato iconico: Tassotti-Costacurta-Baresi-Maldini. Gli manca il Pallone d’oro, ostaggio degli olandesi che ne decorarono le chiusure e ne addobbarono i tackle. In Nazionale, è stato riserva al Mundial del 1982 e vice campione nel 1994, in Usa, fra un menisco saltato, un recupero lampo, i crampi e le lacrime per un rigore fallito. Baresi, Scirea. Se Gai era un arcobaleno e un pennello - come stile, dico - il «Piscinin» era un tuono e un martello. Registi a modo loro. Bearzot li avrebbe voluti insieme. Per questo, provò Baresi mediano all’Olimpiade di Los Angeles 1984. Non funzionò. O l’uno o l’altro. Finché l’altro non sostituì l’uno.
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