C’è un curioso silenzio intorno all’inchiesta milanese del pm Ascione bollata con l’etichetta “non c’è niente”. Forse è il caso di riepilogare le ultime puntate e di porsi qualche interrogativo.
di Franco Ordine -
Dell’interrogatorio di lunedì dell’avvocato Viglione, responsabile ufficio legislativo della Figc, è uscito molto poco. Secondo una ricostruzione del Corriere dello Sport delle due ore registrate il summit vero e proprio sarebbe durato 40 minuti e il resto (80 minuti) per trascrivere il verbale e amenità varie. È servito per far luce sulle modalità di funzionamento del var di Lissone.
4 amici al Var
Sentiti inoltre alcuni giornalisti: è evidente che il pm sta cercando di capire quali siano state le modalità di funzionamento del Var a Lissone non avendone conoscenza diretta come si è capito dal precedente interrogatorio di Andrea Butti, dirigente Lega Serie A addetto ai calendari. Chissà che il pm non abbia tratto ispirazione dallo striscione ironico comparso lunedì sera allo stadio Maradona con la scritta “eravamo 4 amici al Var”.
Questo filone è il meno interessante dal punto di vista della giustizia sportiva. Resta infatti da capire la sostanza del secondo filone legato al colloquio di Rocchi e “altre persone” del 2 aprile a San Siro. Sul punto è lecito chiedersi: Chi ha suggerito a Rocchi la frase (riportata dal Corriere della Sera) “loro non lo vogliono più vedere”? Era Doveri il “non lo vogliono più vedere”? E ancora: perché le successive designazioni al 2 aprile andarono esattamente in quella direzione? Quando avremo risposte credibili a questi elementari quesiti capiremo se “non c’è niente”.
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Infine si coglie un astio inspiegabile nei confronti di Daniele Orsato designatore per la Serie C da parte della Figc come se la sua nomina nella passata stagione costata l’inibizione al presidente Aia Antonio Zappi avesse provocato una frattura all’interno della classe arbitrale. Perché questo clima nei confronti di un ex arbitro da sempre riconosciuto come oltre che bravo anche “inavvicinabile”? Forse perché c’è una corrente di pensiero che lo vedrebbe prossimo designatore in Serie A e B al posto di Rocchi la cui carriera dirigenziale nel settore è considerata conclusa dopo l’inchiesta?
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