Gerry Cardinale ha scelto la dirigenza dopo il reset del 25 maggio. I possibili sliding doors e qualche bufala da smentire
Nel clima attuale, in cui c'è un overdose di giudizi, sono costretto ad astenermi. Non conosco le professionalità di Massimo Calvelli, Hendrick Almstadt, Bobby Gardiner e Donato Lomonte. Apprezzo tanto, invece, l'allenatore da poco nominato, il portoghese Ruben Amorim. Il 25 maggio non ho personalmente condiviso la scelta della proprietà del club di resettare tutto. Credo, tuttavia, che il proprietario abbia il diritto di farlo e non sia produttivo discutere sul passato. Conta il presente ed oggi il Milan ha una nuova dirigenza ed è molto importante che questi professionisti vengano messi nelle condizioni migliori per lavorare. Va, in sostanza, tutelata questa struttura sportiva. Dal proprietario del club e dall'ambiente.
Il fatto di non conoscerli non mi autorizza ad esprimere un parere, semplicemente perché manca la base empirica per un giudizio sensato: conoscere per deliberare. Sono dell'opinione però che la nuova dirigenza non vada accolta con negatività, bensì con il giusto supporto. Una delle obiezioni che più ho sentito è la seguente: c'erano già e quindi è una scelta di basso livello. Mi permetto di non essere d'accordo. Si può discutere, senza dubbio, il metodo e la tempistica con cui sono avvenute le scelte, ma non sarebbe corretto giudicare negativamente Almstadt, Gardiner e Lomonte soltanto perché già da qualche anno erano risorse interne al club.
Occasioni mancate e sliding doors nella storia
Nell'estate del 2016, la Lazio aveva praticamente preso Marcelo Bielsa in panchina. Ci furono una serie di problemi che portarono l'allenatore argentino a rifiutare all'ultimo la panchina biancoceleste. Al suo posto, Claudio Lotito scelse il tecnico della Primavera Simone Inzaghi (che aveva fatto soltanto poche panchine in Serie A. La carriera di uno dei migliori allenatori italiani, nasce quindi da una seconda scelta. Qualcosa di simile è accaduto anche all'Inter la scorsa estate. Il club nerazzurro voleva Cesc Fabregas e, stante il rifiuto del Como di liberare il tecnico spagnolo, ha dovuto puntare su Cristian Chivu. A volte il piano B o C è la soluzione vincente perché il calcio non è matematica. Nessuna esaltazione pertanto, ma nemmeno un giudizio affrettato. Non avrebbe senso. Abbiamo il dovere di sostenere il Milan e di farci un'idea osservando il modo con cui questa dirigenza lavorerà.
Occhio alle bufale
Si sta diffondendo la voce secondo la quale quella del Milan sarebbe una scelta economica, visto che liquidare i licenziati avrebbe un costo di circa 10 milioni di euro. Trattasi di bufala bella e buona. Giorgio Furlani non è licenziabile perché fa parte del CDA. Ha semplicemente perso le deleghe. Geoffrey Moncada aveva un contratto fino al 30 giugno 2026. Gli unici realmente licenziati sono Igli Tare (stipendio da circa 800 mila euro) e Max Allegri ed il suo staff (con il quale il Milan sta trattando una buonuscita che, comunque, sarà inferiore all'anno di contratto dovuto di circa 5 milioni di euro a stagione). Le cifre sono nettamente minori. Occhio alle bufale quindi.Iscriviti al canale WhatsApp di Milanisti Channel per leggere in anteprima tutte le notizie sul Milan. Entra a far parte di una famiglia rossonera.
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