L'arrivo di due difensori centrali non è un capriccio di Amorim: il Milan ha bisogno di difensori che sappiano impostare e che siano raffinati nelle letture
Nell'editoriale di ieri ho affrontato il tema della necessità, per il nuovo Milan di Ruben Amorim, di ristrutturare l'intero pacchetto difensivo. In tal senso, le notizie di radio mercato sul possibile arrivo di due difensori centrali per rafforzare la rosa, danno linfa a tale questione.
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Un problema che nasce subito dopo lo scudetto del 2022
Il tema merita una trattazione dettagliata, nonché doverosamente approfondita. Il Milan, infatti, in questi ultimi anni, ha pagato tantissimo in termini di risultati e prestazioni il non avere una linea difensiva affidabile e di alto livello.
Il problema nasce, paradossalmente, con lo scudetto vinto dal Milan nel maggio del 2022. Quel titolo fu vinto grazie anche ad un rendimento eccellente, negli ultimi 3 mesi di stagione, della coppia centrale difensiva composta da Pierre Kalulu e da Fikayo Tomori.
Quel livello di performance non è stato più raggiunto in carriera da Kalulu e Tomori. Entrambi sono difensori centrali più che discreti se inseriti in un contesto in cui sono guidati e protetti; diventano meno validi se si trovano, invece, in un contesto in cui devono operare scelte, leggere le situazioni, ragionare, dare il via all'uscita della palla.
Le scelte rossoneri degli ultimi anni sui difensori
In questi anni il Milan ha puntato anche su altri difensori centrali, stante il progressivo declino tecnico di Fikayo Tomori. Malick Thiaw aveva caratteristiche importanti, ma aveva anche enormi limiti temperamentali che lo hanno frenato.
Strahinja Pavlovic, invece, è un difensore molto limitato nel tocco di palla, nella costruzione del gioco e nelle letture a campo aperto. Il centrale servo riesce a sopperire a tali lacune con la sua grande tenacia e con un enorme spirito di abnegazione.
Perché è così importante ristrutturare la difesa del Milan
Per il Milan è fondamentale inserire almeno due difensori di livello nel proprio organico, perché per proporre un calcio moderno è necessario avere anche difensori moderni. Non basta avere difendenti bravi nell'antica arte difensiva. Quest'idea è, ormai, vetusta.
I difendenti di un grande club, ormai, devono avere due caratteristiche fondamentali: sapere leggere le situazioni in campo aperto (capendo quando uscire e quando invece scappare all'indietro) e saper impostare il gioco come se fossero centrocampisti. Quest'ultima dote, nel calcio delle marcature uomo su uomo, sta assumendo sempre maggior valenza.
Il nuovo Milan di Ruben Amorim, probabilmente, acquisterà due difensori centrali (per Mario Gila pare fatta) per le ragioni fin qui esposte. Non si tratta di un capriccio o della voglia di vedere per forza delle novità, bensì di una vera e propria necessità tecnica, nonché di una precondizione fondamentale affinché il Milan possa tornare ad essere competitivo ad alti livelli, sia in Serie A, sia in Europa League.
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