Nonostante 145 partecipazioni al gol in 291 partite, contro Rafa Leao c'è un clima tossico che non è produttivo.
L’intervista di qualche giorno fa rilasciata da Rafael Leao, nella quale ha fatto intendere la sua volontà di lasciare il Milan e di iniziare un’altra avventura con una nuova maglia, ha suscitato polemiche, scalpore e rabbia fra i tifosi rossoneri. Tutto questo a me appare molto singolare. Non stiamo parlando di un giocatore alla Kakà che godeva dell’approvazione di tutto il parlamento rossonero. Tutt’altro. Rafael Leao, soprattutto negli ultimi 3 anni, è stato accusato di tutto, è stato oltraggiato come persona, come professionista. E tutto questo è avvenuto da varie parti della tifoseria rossonera e dal fuoco amico (o presunto tale) mediatico.
Le offese contro Rafa: tante, troppe e inaccettabili
Rafael Leao è stato definito un giocatore “ciondolante”, “irritante”, “scansafatiche”, “menefreghista”, “stupido”, “immaturo”, “il problema del Milan”, “l’impedimento primario a far diventare il Milan una squadra”, “uno che non corre”, “uno che se ne frega dei compagni e della squadra”, “una vergogna”, “un giocatore fallito”, “la causa dei mali del Milan”. Non sono parole mie. Sono – per l’appunto – parole dette tra virgolette; le potete trovare sui social facendo una semplice ricerca. Questo pensava e pensa larga parte del tifo rossonero su questo ragazzo. Non parlo dei fischi allo stadio. Quelli fanno parte del gioco. Parlo del clima tossico che da tre anni si è creato strumentalmente contro questo ragazzo. C’è un evidente ed insanabile pregiudizio su Rafael Leao. E i pregiudizi non si possono superare.
Leao, un ragazzo che c’è sempre stato
Rafael Leao è uno che, per il Milan, c’è sempre stato. Con la sua professionalità e la sua educazione da ragazzo perbene. C’è stato a Bergamo, nel maggio 2021, quando il Milan era senza punte e lui ha giocato, mezzo infortunato, una partita decisiva per il club che, dopo 7 lunghi anni, ritornava in Champions League. C’è stato – da protagonista assoluto – nella vittoria del campionato 2022 e della Supercoppa 2025. C’è stato, in grande spolvero, con una cavalcata illuminante, nella partita che ha riportato il Milan in semifinale di Champions League dopo 16 anni. E c’è stato anche quest’anno, quando ha scelto di giocare con la pubalgia perché il Milan aveva bisogno. La gente non ha capito e, nonostante tutto, ha continuato a riempirlo di improperi e di giudizi ingenerosi e senza senso.Scopri come vedere tantissimi eventi in streaming gratis su Bet 365. Per farlo, clicca qui
Un addio inevitabile
Leao andrà via dal Milan perché è giusto così. Nemmeno un masochista rimarrebbe in questo clima tossico in cui non è possibile rendere al meglio. Per qualcuno ha sbagliato il “timing” delle parole, dopo anni di offese, persino a sfondo razzista. Per me non è così. I social – inutile dirselo – non sono compartimenti stagni e i giocatori leggono tutto. E se non hanno il carattere di Ibrahimovic (caso unico nella storia), assorbono e si “avvelenano”. Va via, Rafa, dopo 80 gol e 65 assist in 291 partite. Nella storia del Milan solo 14 giocatori hanno fatto meglio. Ma non ditelo agli ossessionati. Per loro i numeri non contano. Contano soltanto i loro pregiudizi. Buona vita caro Rafa e grazie il tuo sorriso, per il tuo talento e per la tua leggerezza.Iscriviti al canale WhatsApp di Milanisti Channel per leggere in anteprima tutte le notizie sul Milan. Entra a far parte di una famiglia rossonera.
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