Cardinale non è il fan numero uno dei suoi tifosi, ripercorriamo i motivi e anche perchè per la prima volta bisogna avere fiducia e non gridare all'esonero
Gerry Cardinale e la scintilla dell'incendio: l'addio di Maldini è il primo fiammifero
Tutto ha inizio con l'allontanamento di Paolo Maldini. Per chi porta i colori rossoneri tatuati sul cuore, Maldini non sarà mai un semplice ex giocatore o un dirigente qualunque. Paolo rappresentava i valori di Milanello. Un punto di riferimento capace di trasmettere quotidianamente la pienezza di una storia gloriosa. La decisione di separarsi da lui, avallata e formalizzata da Gerry Cardinale, ha segnato una pietra miliare in senso negativo. Una ferita identitaria irrimediabile nella memoria collettiva.
Di fronte a un trauma, tuttavia, le strade sono due: lasciarsi andare alla rassegnazione o rialzarsi a testa alta per ricostruire. È esattamente ciò che l'ambiente rossonero deve fare oggi: superare lo shock del passato e valutare il presente con lucidità, pur con tutte le riserve del caso.
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