Transfermarkt viene vissuto come la "Cassazione" del mercato. Ma su Barella e Tonali è accaduta una strana cosa...
Il Brescia va alle semifinali playoff con uno spettatore d'eccezione: Tonali
analisi di Luca Giordano -
E' crescente la sensazione che in Italia il valore di un calciatore non dipenda esclusivamente da ciò che esprime sul campo, ma anche dal peso mediatico e politico del club in cui gioca. Un esempio concreto: quando Tonali era al Milan e Barella all’Inter, Transfermarkt valutava Tonali circa 40 milioni e Barella 70-80 milioni.
La domanda è: era davvero quella la differenza tra Tonali e Barella?
Oppure il sistema mediatico italiano contribuiva a creare una narrativa diversa? La cosa che incuriosisce ancora di più è quello che è successo dopo. Tonali è uscito da questo “ecosistema” del calcio italiano, è andato all’estero e oggi viene percepito come uno dei migliori centrocampisti europei, con una valutazione completamente diversa.
Nicolò Barella: "L'obiettivo qui è sempre stato vincere, è stato difficile a volte, a volte abbiamo sbagliato: è il calcio. L'obiettivo è lo stesso per club, società, squadra. Otto stagioni: mi piacerebbe restare qui per sempre, dipenderà dal mio livello fisico nei prossimi anni" pic.twitter.com/ALGr4CuN4p
— Angelo (@Ang_2699) July 31, 2026
Lecito chiedersi quindi se alcune società abbiano una capacità molto maggiore di altre di influenzare la narrativa, e se questa narrativa finisca inevitabilmente per incidere anche sulle valutazioni di mercato. Non solo sui giornali, ma l’intero ecosistema: media, opinionisti, procuratori e percezione collettiva. Forse, inconsciamente, il “peso” di un club finisce per orientare anche il modo in cui viene valutato un calciatore.
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