L'analisi dettagliata delle decisioni arbitrali e dei contatti che hanno indirizzato l'esito della sfida europea
Oltre al risultato netto sul campo, la sfida del Vitality Stadium tra i padroni di casa del Bournemouth e il Milan è stata caratterizzata da diversi episodi arbitrali chiave. Una direzione di gara complessa che richiede un'analisi approfondita attraverso la lente d'ingrandimento della moviola per comprendere la gestione dei rigori, delle sanzioni disciplinari e dei dettagli regolamentari lungo tutti i novanta minuti.
Primo tempo: il braccio di De Winter e il giallo sul rosso a Maignan
I primi quarantacinque minuti sono stati senza dubbio i più accesi sotto il profilo delle decisioni arbitrali. Già al quarto minuto, sul colpo di testa in area di Evanilson, il pallone impatta sul braccio di De Winter, tenuto ingenuamente largo e fuori figura. L'arbitro non ravvisa la scorrettezza in presa diretta, ma il richiamo della tecnologia porta alla corretta assegnazione del penalty per gli inglesi. Al ventisettesimo arriva poi l'episodio chiave della gara, quando il portiere rossonero mette le mani sul volto di Adams spingendolo: trattandosi di una zona protetta dal regolamento, il gesto viene sanzionato come condotta violenta ed espulsione diretta. Sull'assegnazione del calcio di rigore resta però un grosso interrogativo, poiché non è chiaro se la manata sia iniziata a pallone fermo o in gioco.
L'impressione è che la spinta si sia protratta fino all'inizio effettivo dell'azione. Se la scorrettezza fosse avvenuta interamente a palla non in gioco, il rosso sarebbe stato comunque ineccepibile, ma il rigore non si sarebbe dovuto concedere. Nello stesso frangente è stato sanzionato con il cartellino giallo anche l'avversario.
Secondo tempo: la gestione dei cartellini e la punizione del 3-0
La ripresa ha visto ritmi meno frenetici, ma ha comunque riservato alcuni contatti significativi nella gestione dei fischi e delle ammonizioni. Al ventesimo della ripresa c'è stata l'ammonizione per l'intervento a tacchetti esposti del difensore inglese Tomori per contrastare Dork: il centrale impatta prima la sfera e il contatto successivo non risulta di forza sproporzionata, rendendo corretta la scelta della semplice ammonizione poiché mancano i parametri per la sanzione più grave.
Al minuto ottantuno appare invece fin troppo severa la decisione nei confronti di De Winter. Il fallo poteva essere gestito senza l'estrazione del cartellino. Infine, al trentottesimo della ripresa risulta del tutto solare il fallo commesso dal Milan al limite dell'area. Fischio ineccepibile del direttore di gara che concede la punizione da cui nasce il definitivo tris dei padroni di casa.
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