Il ko con il Ferencváros riapre vecchie ferite europee del Milan: tre sconfitte in quattro gare e precedenti che riportano a Pioli e Allegri

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Rooney non dimentica l'incredibile sconfitta: nel 2007 a San Siro...

Ci sono sconfitte che pesano per il risultato e altre che, attraverso i numeri, finiscono per raccontare qualcosa di più. Lo 0-2 subito dal Milan contro il Ferencváros appartiene alla seconda categoria: la doppietta di Lenny Joseph ha lasciato i rossoneri a tre punti dopo quattro giornate di Europa League, rendendo più complicato il cammino della squadra di Amorim. Ma soprattutto ha aggiornato una serie di statistiche che riportano alla luce alcune delle pagine più difficili del recente passato europeo milanista.

Tre sconfitte nelle prime quattro partite, due ko casalinghi consecutivi e cinque battute d’arresto nelle ultime sette uscite europee: i dati forniti da Opta descrivono un problema che supera i confini della serata di San Siro. Per comprenderne il peso bisogna tornare indietro, passando dal Milan di Pioli a quello di Allegri, in mezzo una striscia di vittorie che sembrava aver restituito continuità alle ambizioni continentali rossonere.

Ferencváros

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Tre sconfitte in quattro partite: il precedente del 2021/22

Nella storia del Milan, soltanto una volta prima di questa stagione erano arrivate tre sconfitte nelle prime quattro gare disputate nelle principali competizioni europee. Era il 2021/22, l’anno del ritorno in Champions League: la squadra di Stefano Pioli aveva perso ad Anfield contro il Liverpool per 3-2, a San Siro contro l’Atlético Madrid per 2-1 e sul campo del Porto per 1-0. Il primo punto era arrivato soltanto alla quarta giornata, grazie all’1-1 casalingo contro i portoghesi. Quel precedente raccontava la fatica di rientrare nel torneo più prestigioso e misurarsi subito con avversarie abituate a frequentarlo. Il Milan cercava di recuperare familiarità con un livello al quale era mancato a lungo: le difficoltà di quell'autunno si inserivano nel percorso di crescita di una squadra ancora in costruzione.

Oggi il contesto è diverso. Cambiano competizione, formula e avversari, ma torna una partenza che lascia pochissimo spazio agli errori. Il Milan attuale ha raccolto una vittoria (anche rotonda, visto il 4-0 rifilato i rossoneri agli austriaci del Salisburgo in casa loro), mentre quello del 2021/22 si era fermato a un pareggio. Una differenza che pesa in classifica, senza modificare il significato delle tre sconfitte. Per la seconda volta nella propria storia europea, i rossoneri hanno perso tre delle prime quattro partite stagionali.

Un’eccezione che si ripete e che obbliga già a inseguire. Il richiamo al passato, naturalmente, non determina il finale di questa Europa League. Evidenzia però quanto sia stato insufficiente l’avvio: una squadra che vuole costruire un percorso europeo credibile ha già consumato una parte consistente del proprio margine.

Milan Ferencvaros
MILAN, ITALY - NOVEMBER 05: Lorenzo Torriani of AC Milan in action during the UEFA Europa League 2026/27 League Phase MD4 match between AC Milan and Ferencvarosi TC at Stadio San Siro on November 05, 2026 in Milan, Italy. (Photo by Giuseppe Cottini/AC Milan via Getty Images)

San Siro i rossoneri sono caduti due volte: non succedeva dal Milan di Allegri

Il secondo dato porta ancora più indietro. Il Milan non perdeva due partite casalinghe consecutive nella stessa stagione europea dal 2010/11, quando a imporsi a San Siro furono prima l’Ajax e poi il Tottenham.

Due sconfitte vicine nella sequenza, ma profondamente diverse per significato. Lo 0-2 contro gli olandesi arrivò nell'ultima giornata del girone, con il secondo posto già acquisito: segnarono Demy de Zeeuw e Toby Alderweireld, in una partita che non poteva cambiare la posizione dei rossoneri. Il successivo 0-1 contro gli inglesi, invece, pesò direttamente sull'eliminazione. La rete di Peter Crouch nell'andata degli ottavi rimase decisiva dopo lo 0-0 del ritorno a Londra. Era il primo Milan di Massimiliano Allegri, con Zlatan Ibrahimović (oggi dirigente del Diavolo) al centro dell’attacco e una squadra capace di ritrovare forza in Italia, ma fermata presto nel cammino a eliminazione diretta in Champions. Anche allora, il rendimento europeo raccontava difficoltà che il solo valore dei nomi non riusciva a risolvere.

Il confronto rende ancora più evidente il peso del presente. La sconfitta con l’Ajax era arrivata a qualificazione ottenuta; quella contro il Ferencváros si inserisce invece in una fase nella quale il Milan ha bisogno di punti per dare solidità al proprio percorso. San Siro avrebbe dovuto offrire una base sulla quale costruire la qualificazione. Due sconfitte consecutive lo hanno trasformato in un’altra fonte di preoccupazione.

Dalle cinque vittorie consecutive ai cinque ko nelle ultime sette

La terza statistica allarga lo sguardo oltre questa stagione ed è forse quella che descrive meglio la perdita di continuità. Il Milan ha perso cinque delle ultime sette partite nelle competizioni europee, raccogliendo una sola vittoria e un pareggio. Prima di questa sequenza aveva ottenuto cinque successi consecutivi in Champions League, tra ottobre 2024 e gennaio 2025.

Club Brugge, Real Madrid, Slovan Bratislava, Stella Rossa e Girona: cinque avversarie superate una dopo l’altra, dal 3-1 contro i belgi all'1-0 sui catalani. In mezzo, soprattutto, il successo per 3-1 al Bernabéu, il risultato più prestigioso di una serie che aveva portato il Milan a quota quindici punti nella fase campionato. Quella striscia teneva insieme vittorie di peso e partite più sofferte, trasferte e appuntamenti casalinghi. La sua forza stava proprio nella capacità di dare seguito ai risultati: vincere una grande serata e poi trovare punti anche negli incontri successivi.

Il bilancio più recente restituisce l’immagine opposta. Dalle cinque vittorie consecutive si è passati a cinque sconfitte in sette gare. La serie negativa si è aperta con il 2-1 subito sul campo della Dinamo Zagabria, nell'ultima giornata della fase campionato di Champions League 2024/25, ed è proseguita con il doppio confronto contro il Feyenoord: sconfitta per 1-0 a Rotterdam e 1-1 a San Siro, con conseguente eliminazione ai playoff. Il ritorno in Europa, in questa stagione, ha allungato il conto: 0-2 casalingo contro il Benfica, una parentesi positiva con il 4-0 sul campo del Salisburgo, poi il 3-0 subito a Bournemouth e lo 0-2 contro il Ferencváros. Una sola vittoria e un pareggio dentro una sequenza che attraversa due diverse campagne europee e racconta quanto sia diventato difficile dare continuità ai risultati.

AC Milan v Ferencvarosi TC - UEFA Europa League 2026/27 League Phase MD4
MILAN, ITALY - NOVEMBER 05: Omari Giraud Hutchinson of AC Milan competes for the ball with Marius Corbu of Ferencvarosi TC during the UEFA Europa League 2026/27 League Phase MD4 match between AC Milan and Ferencvarosi TC at Stadio San Siro on November 05, 2026 in Milan, Italy. (Photo by Giuseppe Cottini/AC Milan via Getty Images)

La sconfitta contro il Ferencváros: una serata particolare dentro una difficoltà più ampia

La partita contro il Ferencváros aveva anche caratteristiche specifiche. Secondo Opta, il Milan ha schierato una formazione titolare dall'età media di 23 anni e 225 giorni, la seconda più giovane della propria storia tra Champions ed Europa League, alle spalle soltanto di quella scelta da Vincenzo Montella contro l’AEK Atene il 19 ottobre 2017. Tra i tanti giovani, c'era anche il portiere Lorenzo Torriani (titolare per via della squalifica di Mike Maignan e l'indisponibilità di Pietro Terracciano), per lui si trattava della prima presenza da titolare in rossonero, dopo tre apparizioni da subentrato.

Sono elementi utili a leggere la serata, così come il percorso degli ungheresi: quattro vittorie consecutive in una competizione europea è un traguardo che non raggiungevano dalla Coppa delle Fiere 1967/68. Il Milan ha incontrato un’avversaria in fiducia, capace di dare seguito ai propri risultati, e ha pagato gli errori contro un Joseph decisivo.

La gioventù della formazione e il momento del Ferencváros aiutano a spiegare le caratteristiche della partita. Le tre statistiche principali, però, descrivono una difficoltà più ampia: un avvio europeo quasi senza precedenti, la perdita di affidabilità casalinga e una sequenza recente nella quale le sconfitte hanno preso il posto della continuità.

Il passato offre confronti, non sentenze. Il Milan di oggi ha ancora la possibilità di cambiare il proprio percorso, ma deve farlo partendo da ciò che questi numeri rendono evidente. La sconfitta con il Ferencváros ha aggiunto un altro risultato negativo a una serie già pesante: per ritrovare l’Europa, ora servono punti e continuità.

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