Quanti punti servono al Milan per entrare nelle prime 8 di Europa League? I precedenti indicano quota 17 per puntare agli ottavi diretti

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Quanti punti serviranno al Milan per entrare tra le prime otto di Europa League e qualificarsi direttamente agli ottavi di finale? È una delle domande che accompagneranno i rossoneri nella fase campionato, al via questa sera a San Siro contro il Benfica. Con otto partite a disposizione e una classifica unica composta da 36 squadre, ogni punto può pesare molto e, come si è visto nelle prime due edizioni disputate con il nuovo format, anche la differenza reti potrebbe diventare decisiva.

Il campione a disposizione è ancora molto ridotto, ma i precedenti permettono già di individuare una fascia abbastanza precisa. Nel 2024/25 sono bastati 14 punti al Rangers per chiudere all'ottavo posto, mentre nella passata stagione la soglia si è alzata fino a 16, realizzati dalla Roma. In entrambe le occasioni, però, le due squadre erano finite a pari merito con altri club, imponendosi solamente grazie a una migliore differenza reti. Tradotto: per il Milan l'obiettivo più "prudente" sembra essere quota 17 punti, cifra che nelle prime due edizioni avrebbe sempre garantito un posto direttamente agli ottavi.

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Europa League, quanti punti sono serviti fino ad ora per entrare nelle prime 8?

La prima Europa League disputata con la nuova formula, quella del 2024/25, aveva prodotto una classifica particolarmente corta nella zona di confine. Gli scozzesi avevano chiuso all'ottavo posto con 14 punti, gli stessi raccolti da Bodø/Glimt, Anderlecht e Steaua București. A fare la differenza era stato quindi il primo criterio di spareggio, con il Rangers capace di terminare la fase campionato con una differenza reti di +6, contro il +3 dei norvegesi, il +2 dei belgi e il +1 dei rumeni.

Poco più sopra, Olympiacos e Lione avevano concluso rispettivamente al settimo e al sesto posto con 15 punti, mentre l'Eintracht Francoforte, quinto, era salito a 16. La prima edizione aveva quindi suggerito una quota relativamente contenuta: quattro vittorie, due pareggi e due sconfitte erano state sufficienti ai Rangers per saltare i playoff.

Un anno dopo, però, lo scenario è cambiato. Nel 2025/26 l'ottava posizione è stata occupata dalla squadra capitolina con 16 punti, ottenuti attraverso cinque vittorie, un pareggio e due sconfitte. Anche in questo caso non era bastato il semplice bottino di punti per stabilire chi avrebbe conquistato l'accesso diretto agli ottavi: il Genk aveva infatti chiuso nono con gli stessi 16 punti, ma con una differenza reti di +4 contro il +7 dei giallorossi.

Alle loro spalle Bologna, Stoccarda e Ferencváros si erano fermate a 15 punti (quota valida per finire tra le prime otto l'anno prima), con addirittura il Nottingham Forest (tredicesimo con 14 punti) che si sarebbe qualificato direttamente nella stagione precedente, vista l'ottima differenza reti. Un dato che mostra quanto possa essere sottile il confine tra una qualificazione diretta agli ottavi e due partite supplementari nei playoff.

Milan, quota 17 punti per evitare i playoff?

Due stagioni non possono ancora stabilire una vera e propria regola statistica, soprattutto in una competizione nella quale sorteggio, equilibrio generale e risultati delle 36 partecipanti possono modificare sensibilmente la classifica. I primi precedenti, però, permettono di tracciare una linea. I 14 punti del 2024/25 rappresentano probabilmente il limite inferiore: furono sufficienti, ma soltanto grazie alla differenza reti. Lo scorso anno, invece, persino 16 punti non garantirono matematicamente la top 8. Ecco perché il numero da cerchiare per il Milan può essere 17, che sarebbero l'equivalente di 5 vittorie, due pareggi e una sconfitta.

Con 17 punti i rossoneri sarebbero sempre entrati nelle prime otto nelle due precedenti edizioni. Si può quindi immaginare una sorta di scala: 15 punti per restare in corsa, 16 per giocarsi concretamente la qualificazione diretta e 17 per raggiungere una quota che, sulla base dello storico disponibile, offre margini decisamente maggiori.

Non è una soglia matematica e potrebbe naturalmente cambiare nel 2026/27. È però il riferimento più credibile alla vigilia della competizione.

Il calendario del Milan in Europa League

Per capire quanto sia realistico raggiungere quella quota bisogna inevitabilmente guardare alle otto avversarie del Milan. Il cammino comincerà questa sera a San Siro contro il Benfica, prima di proseguire con quattro trasferte e altre tre gare casalinghe. Il calendario ufficiale UEFA prevede Salisburgo e Bournemouth in trasferta a ottobre, Ferencváros in casa e Olympiacos al Pireo a novembre, Sunderland a San Siro a dicembre e nelle ultime due giornate di gennaio Levski Sofia (in Bulgaria) e Ararat-Armenia a Milano.

Il programma completo:

  • 1ª giornata: Milan-Benfica
  • 2ª giornata: Salisburgo-Milan
  • 3ª giornata: Bournemouth-Milan
  • 4ª giornata: Milan-Ferencváros
  • 5ª giornata: Olympiacos-Milan
  • 6ª giornata: Milan-Sunderland
  • 7ª giornata: Levski Sofia-Milan
  • 8ª giornata: Milan-Ararat-Armenia

Benfica e Olympiacos erano insieme al Milan nella prima fascia del sorteggio; Ferencváros e Salisburgo arrivavano dalla seconda, Bournemouth e Sunderland dalla terza, Levski Sofia e Ararat-Armenia dalla quarta.

Come può arrivare il Milan a 17 punti?

Più che provare a indovinare otto risultati con diversi mesi di anticipo, può essere utile dividere il calendario rossonero in due blocchi. Da una parte ci sono Ferencváros, Levski Sofia e Ararat-Armenia, tre partite nelle quali il Milan può ragionevolmente puntare al bottino pieno. Bulgari e armeni saranno inoltre gli avversari delle ultime due sfide, i che garantisce un "cuscinetto finale" anche in caso di inizio difficile della competizione. Anche se bisogna fare attenzione a sottovalutare i ragazzi di Balázs Borbély, che nelle ultime stagioni hanno dimostrato di saper far bene anche in Europa. Vincendole tutte, il Diavolo costruirebbe una base di 9 punti.

A quel punto, per arrivare a quota 17 ne mancherebbero soltanto otto, da raccogliere nelle altre cinque gare contro Benfica, Salisburgo, Bournemouth, Olympiacos e Sunderland. Le gare più ostiche sono sicuramente le tre trasferte in Austria, Inghilterra e Grecia, dove ad aspettare il Milan ci saranno tre delle squadre più forti della competizione in tre degli stadi più difficili dove giocare. Più agevoli, se pur sempre complicate, le due partite a San Siro, contro i gli inglesi del Sunderland (squadra sorpresa della scorsa Premier League, ma che ha iniziato piano quest'anno) e portoghesi degli ex Ruben Amorim e Gonçalo Ramos.

Contro queste avversarie sarà impossibile non perdere punti, o fare qualche passo falso. Per questo motivo, sarà decisivo non lasciare punti nelle partite sulla carta più abbordabili (difetto che negli ultimi anni il Milan ha spesso avuto anche in campionato). Perdere o pareggiare contro una delle avversarie più impegnative non comprometterebbe il percorso. Un passo falso contro una squadra dalla quarta fascia, invece, costringerebbe probabilmente a recuperare quei punti in una trasferta complicata.

Milan-Benfica importante, ma la top 8 non si decide stasera

Anche per questo Milan-Benfica ha un peso significativo senza essere già una partita da dentro o fuori. Quella portoghese è una delle due avversarie di prima fascia e rappresenta uno degli ostacoli più impegnativi dell'intero percorso rossonero. La UEFA ha inserito proprio la sfida di San Siro tra gli incontri principali della prima giornata, con calcio d'inizio questa sera alle 21.

Fare punti permetterebbe immediatamente al Milan di guadagnare qualcosa rispetto al percorso teorico verso quota 17, ma soprattutto di iniziare a creare del margine su una diretta rivale per i primi 8 posti. Una sconfitta, al contrario, non renderebbe proibitiva la corsa alle prime otto posizioni, ma ridurrebbe inevitabilmente il margine di errore nelle successive sette giornate.

Attenzione anche alla differenza reti

C'è poi un elemento che i primi due anni del nuovo format hanno evidenziato con particolare chiarezza: non basta guardare esclusivamente ai punti, ma bisogna fare attenzione alla differenza reti. Un dettaglio che può cambiare anche il modo di affrontare determinate partite. Se il risultato lo permette, segnare un gol in più o evitare di subirne nel finale può avere un peso enorme quando, dopo otto giornate, diverse squadre possono ritrovarsi racchiuse nello spazio di uno o due punti.

Per il Milan questo significa che, anche nelle partite più "semplici" e che potrebbero indirizzarsi presto sulla giusta rotta, non si dovrà mai accontentare, ma anzi, dovrà provare ad ampliare sempre di più il punteggio fino al fischio finale.

La corsa comincia questa sera contro il Benfica. E, con soltanto otto giornate a disposizione, il nuovo format ha già insegnato una cosa: per entrare tra le prime otto, ogni punto e ogni gol possono fare la differenza.

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