È mancato oggi Giuseppe “Pippo” Marchioro, ex calciatore e stimato allenatore protagonista sulle panchine di Como, Cesena, Milan e Reggiana tra le altre

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Gianni Rivera: "Giocano la palla all'indietro, non guardo più le partite"

A cura di Colombo Labate - Gruppo "Maglia Rossonera, Old Fans Casciavìt" -

Nella giornata odierna di giovedì 6 agosto 2026 è venuto a mancare a Cesena all'età di novant'anni, Giuseppe "Pippo" Marchioro, milanese di Affori, che era nato 13 marzo 1936; calcisticamente cresciuto nel Milan (giocandovi dai 13 ai 23 anni), prese parte con la Squadra "Primavera" rossonera al Torneo di Viareggio nelle edizioni del 1955, del 1956 e del 1957 (vincendo quest'ultima da Capitano), disputando tra il 1956 ed il 1959 anche alcune amichevoli con la prima squadra.

Marchioro e la maglia numero 10 a Maldera e la 7 a Rivera

Di lui si ricorda principalmente la sua sfortunata esperienza sulla panchina del Diavolo nella stagione 1976-77 (comunque culminata con la conquista della Coppa Italia), quando - dopo 15 giornate di campionato e con due sole vittorie all'attivo in quel torneo - fu esonerato al termine del girone d’andata, dopo un Milan-Cesena 0-0 mentre la squadra era r0-0elegata nei bassifondi della classifica ed al suo posto venne chiamato al capezzale rossonero Nereo Rocco, che salvò i rossoneri dalla retrocessione non senza qualche patema d'animo, prima con la vittoria casalinga contro il Catanzaro per 3-2 alla penultima giornata e poi con la vittoria esterna a Cesena per 2-0 al termine di quel tribolato campionato.
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Andò così in frantumi il progetto di “Pippo”, in vero alquanto “sui generis”, che prevedeva il dirottamento sulla fascia laterale di Gianni Rivera - in alcune partite schierato con il numero 7, oppure Aldo Maldera talvolta schierato con il 10 - con l'adozione della zona integrale, l'applicazione continua, in allenamento così come in partita di tutti i giocatori, senatori compresi. Personalmente ho un suo ricordo di quando la mattina del 16 gennaio 1994 mi recai presso l'albergo dei Parioli che ospitava la Reggiana, in attesa di giocare con la Lazio all'Olimpico di Roma per incontrare lui e William Vecchi, suo secondo e allenatore dei portieri, passando dei momenti piacevoli, anche se Pippo non ricordava molto volentieri quella sfortunata stagione, aggiungendo però che se fosse tornato indietro, con il senno di poi, "...Certi errori non li avrebbe commessi".

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