San Siro tira dritto con il cronoprogramma da qui alla sua costruzione, alla demolizione della Scala del calcio e alla rigenerazione delle aree intorno
"L'Appuntamento. Da 100 anni": e le luci di San Siro si spengono...
Tra fine ottobre e i primi di novembre, Inter e Milan presenteranno una bozza , con rendering, del progetto disegnato dagli studi di Norman Foster e David Manica. Nel frattempo, l'iter burocratico sta andando avanti. Stadio San Siro spa, la società veicolo controllata al cento per cento dai due club e creata per acquistare il Meazza, ha presentato una proposta di Piano attuativo, lo strumento urbanistico che disegna come si intende portare avanti l'intero ambito dell'operazione: come, cioè, si gestiranno la demolizione del vecchio stadio e la costruzione del nuovo, nonché la rigenerazione dei 281 mila metri quadrati di città acquistati.
L'impatto ecologico di San Siro
Ora la proposta è al vaglio ai fini della Vas, la Valutazione ambientale strategica che indica, in sostanza, l'impatto ecologico di tutto il progetto. Un passaggio non da poco, perché la demolizione di San Siro con i suoi tre mastodontici anelli avrà un certo effetto, soprattutto in termini di emissioni di polveri sottili. Gli enti chiamati a esprimersi sulla Vas hanno portato alla luce già alcuni nodi: Atm ha bocciato lo spostamento del capolinea del tram 16 da piazza Axum a piazzale Segesta, mentre Arpa, Ats e Regione hanno chiesto un'analisi seria della capacità dei mezzi pubblici di reggere i nuovi flussi. Un altro tema importante è la demolizione e ricostruzione del tunnel Patroclo: il timore è che il nuovo assetto paralizzi la viabilità della zona perché il progetto toglierebbe a via Patroclo la funzione di attraversamento per il traffico che non è diretto allo stadio. Non solo, mancherebbe anche uno studio sanitario sull'impatto della demolizione del Meazza.© RIPRODUZIONE RISERVATA