Il rigetto dei ricorsi da parte del Tar allieta e invita al buon umore e induce i club a pensare che la strada intrapresa sia davvero quella giusta.
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Nel merito dal Tar non arriva alcuna approvazione o bocciatura della interpretazioni normative del Comune, o della legittimità o meno dell'iter amministrativo che ha portato dalla delibera di pubblico interesse del 2019 alla Convenzione del 2025 e alla compravendita del compendio immobiliare del Meazza. Nulla di merito anche sulla compatibilità con l'ordinamento europeo della speciale normativa derogatoria (legge Stadi), sulla qualificazione dello stadio e della Grande Funzione Urbana di San Siro in termini di patrimonio indisponibile o disponibile, e nemmeno sul vincolo culturale. Solo una delle decisioni del Tar esamina nel merito, per respingerla, una sola doglianza, quella contro le procedure consiliari con cui nel settembre 2025 il Comune accelerò la fase finale.
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E ora a Palazzo Marino si tira un sospiro di sollievo, anche se il "mai dire mai" è sempre dietro l'angolo. Dal centrodestra il capogruppo di Fdi Riccardo Truppo sposta la partita sulle elezioni. Lo sviluppo del nuovo stadio, dice, "sarà opera del prossimo sindaco", e la sinistra deve chiarire le sue intenzioni "ora e non dopo le elezioni", visto il "corto circuito" sul tema con i Verdi e una parte della sinistra progressista. Luigi Corbani, del comitato "Si-Meazza", il più attivo sui ricorsi, definisce le sentenze "incredibili e irragionevoli" perché "si rifugiano in questioni formali". E annuncia nuove battaglie: ricorso al Consiglio di Stato, esposti a Procura e Corte dei Conti.© RIPRODUZIONE RISERVATA