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Milano, 25 maggio 1979. Giorgio Furlani cresce a pochi passi da San Siro, respirando calcio e sogni rossoneri. Oggi, da Amministratore Delegato del Milan, è l’uomo che guida il club verso un futuro sostenibile e ambizioso.
“Da bambino ci andavo con mio padre, tifavo Milan già allora. Non avrei mai immaginato che un giorno avrei guidato questa società”
- racconta con un sorriso che tradisce una passione mai sopita.
Dopo la laurea in Economia alla Bocconi e un MBA ad Harvard, Giorgio Furlani costruisce la sua carriera tra Lehman Brothers, Silver Point Capital e Apollo Management. Nel 2010 entra in Elliott Management, dove diventa Portfolio Manager. Quando nel 2018 il fondo americano rileva il Milan, Furlani entra nelConsiglio di Amministrazione. Quattro anni dopo, nel novembre 2022, viene nominato CEO.
“Non sono qui per essere un simbolo, ma per portare competenza e visione. Il Milan deve essere forte dentro e fuori dal campo”, afferma con determinazione.
Il suo mandato è segnato da sfide concrete. “Abbiamo evitato il disastro del fallimento. Se avessimo fatto fallire il Milan, oggi saremmo qui a parlare di un disastro nazionale sotto ogni punto di vista. Invece, il Milan è in salute e cresce”, sottolinea, ricordando le difficoltà superate grazie all’intervento di Elliott. Ora, con RedBird Capital, punta a consolidare la stabilità economica e a tornare competitivo in Europa.
Un progetto centrale è il nuovo stadio. “San Siro non soddisfa più i nostri standard.”, annuncia con chiarezza. La nuova casa rossonera rappresenta un pilastro fondamentale per il futuro del club, simbolo di identità e crescita.
Furlani è anche il volto delle scelte sportive. Dopo gli addii di Maldini e Massara, ha assunto un ruolo centrale nelle decisioni tecniche, affiancato da quest'estate da Igli Tare come nuovo direttore sportivo.
“Il cambiamento fa sempre discutere. Ma abbiamo un progetto chiaro”
- afferma, ribadendo la centralità del calcio nel Milan. “Nel Milan la centralità del calcio è chiara, tutte le risorse economiche create vengono reinvestite nel calcio, nella performance. Confermo e ricordo che il nostro obiettivo è arrivare al top della performance”, sottolinea con convinzione.
Nonostante le aspre critiche ricevute, Furlani mantiene il suo approccio pragmatico e la sua passione per il club. “So che le aspettative sono enormi. Ma non è una pressione: è una responsabilità. E per chi ama il Milan, non c’è motivazione più grande”, conclude, con lo sguardo rivolto al futuro.
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