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Milan-Origi, ci siamo davvero: accordo a un passo per la risoluzione del contratto

Redazione Milanistichannel
Dopo due anni di separazione di fatto, il Milan e Divock Origi stanno per chiudere il dossier. L'intesa è vicina per la risoluzione con buonuscita inferiore alla metà dell'ingaggio residuo.

Cosa significa per i conti del club e per la rosa? E come si è arrivati a questa conclusione, tra 36 presenze complessive e una stagione intera lontano da Milanello?

Milan e Divock Origi sono vicinissimi a un accordo per la risoluzione del contratto. Il belga, arrivato a parametro zero nell'estate 2022 con scadenza al 30 giugno 2026, dovrebbe lasciare subito. La buonuscita, secondo le ricostruzioni più accreditate, sarebbe inferiore alla metà dello stipendio rimanente. Per i rossoneri è la chiusura di una pratica lunga, costosa e tecnicamente irrisolta, per il giocatore l'opportunità di ripartire altrove da svincolato.

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Tappe e numeri di un matrimonio mai sbocciato

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Origi ha firmato con il Milan nel luglio 2022, quattro anni di contratto a circa 4 milioni netti a stagione. La prima annata è stata sotto le aspettative: pochi lampi, 10 presenze da titolare in tutte le competizioni e 2 gol complessivi. Nel 2023/24 il club ha provato a riaccendere la carriera del belga con un prestito al Nottingham Forest, ma il rendimento non ha cambiato l'equilibrio della storia. Rientrato a Milano, la stagione 2024/25 è scivolata via senza che l'attaccante mettesse piede a Milanello: per motivi anche fiscali legati al regime agevolato, si è allenato a parte con un preparatore, tra Roma e Firenze. A questo punto, con un ultimo anno residuo sul contratto, il club e il giocatore hanno deciso di separarsi.

Se guardiamo i dati complessivi, il quadro è chiaro: tra gli stipendi, le commissioni d'ingaggio e l'ipotesi di buonuscita, il costo totale di Origi per il Milan si aggira intorno ai 18,35 milioni di euro. Rapportato alle 36 partite giocate in rossonero, significa più di 500.000 euro a gara e più di 15000 euro al minuto. Al di là dell'etichetta di flop, questi numeri spiegano perché la dirigenza spinga per chiudere la pratica, prima di entrare nella nuova stagione.

Risparmi, ammortamento e perché conviene farlo ora

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Il nodo, come spesso accade, è economico. Stando alle stime circolate, la buonuscita sarebbe inferiore alla metà dell'ingaggio residuo. Una simulazione realistica parla di circa 1,5 milioni netti (circa 1,97 milioni lordi) al giocatore per liberarsi subito, con un risparmio lordo annuo attorno ai 3,27 milioni sul costo del lavoro rispetto al tenere Origi a libro paga fino a giugno. A questo si aggiunge il minor ammortamento (circa 165000 euro) per un beneficio complessivo vicino ai 3,44 milioni lordi sul 2025/26.

In pratica, uscire oggi costa, ma costa meno che trascinare il contratto fino al 2026. Questa operazione ha anche un valore immateriale. Libera un dossier che assorbiva le risorse manageriali, sblocca spazio nel monte ingaggi e chiarisce la fotografia della rosa per lo staff tecnico. In un'estate di riassetto, togliere una variabile e mettere un punto fermo è già un vantaggio competitivo, anche solo per la gestione quotidiana del gruppo e delle liste.

Una casella in meno, più chiarezza per la rosa

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Dal punto di vista sportivo, la risoluzione non toglie minuti reali al Milan: Origi non rientrava nei piani da più di un anno. Quello che cambia è l'ordine interno: si libera un posto che può essere riassegnato, anche solo idealmente, a un profilo più utile allo spogliatoio e all'allenatore. La gestione delle energie è fondamentale in una stagione con campionato, coppe e finestre FIFA fitte.

Inoltre, il club manda un segnale su come intende governare i contratti difficili: intervento tempestivo quando i presupposti tecnici ed economici non reggono più. È una linea che parla di disciplina finanziaria e di scelte coerenti con l'identità dell'area sportiva. Non si tratta di fare cassa, ma di smettere di bruciare delle risorse su un asset che non genera più valore, né in campo né sul mercato.

Tempi, formalità e scenari per il giocatore

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Sul timing, la sensazione è che si stia andando verso le ultime firme e le relative comunicazioni ufficiali. Il linguaggio delle fonti è convergente: accordo vicinissimo, definizione della buonuscita e separazione di comune accordo con liquidazione inferiore a metà dell'ingaggio residuo. Dal lato del giocatore, la risoluzione gli darebbe la libertà di scegliere subito la prossima destinazione: all'estero o in Italia, con dei parametri più sostenibili per un club acquirente. Per il Milan, il dossier si chiuderebbe con un costo una tantum e un alleggerimento strutturale del monte salari.