L'esperto giornalista è stato intervistato in esclusiva dalla nostra redazione e ha parlato di diversi argomenti: di seguito le sue parole
La nostra redazione ha avuto modo di intervistare in esclusiva Xavier Jacobelli, noto giornalista, saggista ed ex direttore di importanti quotidiani sportivi. Durante l'intervista, il noto giornalista ha analizzato i temi più caldi del momento in casa rossonera: da come sfruttare al meglio le qualità di Gonçalo Ramos al ruolo di Rúben Amorim, sottolineando come il tecnico portoghese possa dare tantissimo al calcio italiano a patto che lui e il suo attaccante vengano messi nelle migliori condizioni per rendere. Spazio infine a una riflessione critica sulla deriva dell'informazione moderna, sempre più incline al giudizio affrettato senza concedere il tempo necessario al lavoro del campo.
L'intervista esclusiva a Xavier Jacobelli
Xavier Jacobelli sa quali sono i temi importanti di questa sosta, uno di questi riguarda Gonçalo Ramos. Che abbia fatto solo un gol e un paio di assist l'abbiamo visto, ma la mia domanda, Xavier Jacobelli, va al di là del tabellino, se mi posso permettere: a tua sensazione, Gonçalo Ramos sa giocare a pallone oppure no?
"Beh, certamente sì, ma sai, il rendimento dipende da Amorim, con tutto il rispetto. Io credo che questo allenatore possa dare molto al Milan e al calcio italiano. L'importante è che faccia scelte chiare, perché se tu perdi con il Benfica sbagliando la formazione e dopodiché vinci con il Lecce azzeccando la formazione è un segnale chiaro... se cambi continuamente anche Ramos ne risente. Arriva in Italia e, come ben sappiamo, ci sono altri precedenti di grandi giocatori stranieri arrivati nel nostro campionato in diverse epoche storiche che hanno accusato problemi di ambientamento. Ma è normale: quando arrivi in un nuovo campionato, devi superare l'ostacolo della lingua, le diverse metodologie di allenamento... Il suo passato al PSG mi pare che sia tutto da leggere e da rileggere. A Ramos va concesso tempo per inserirsi negli schemi di Amorim".
Chi corre di più e chi corre di meno... Ha fatto notizia il fatto che Loftus-Cheek abbia corso persino meno rispetto a Maignan che ha giocato da titolare tutte le sei partite, mentre Loftus-Cheek ne ha fatte tre. Tu batti il Lecce e non basta: sui social una notizia del genere tra Loftus-Cheek e Maignan diventa virale e spazza via tutto il resto. Che commento ti suscita una notizia come questa e secondo te, quando si assesterà il clima e l'atmosfera attorno al Milan?
"Beh, dipende dai risultati che il Milan conseguirà, ed è fondamentale che arrivino sia in campionato sia in Europa League. Sappiamo bene come il Milan sia stato indicato come una delle squadre che possono arrivare fino in fondo in questa competizione. Sai, quando prima parlavo di deriva dell'informazione, quello che mi dispiace è proprio questo. Il dato su Loftus-Cheek è sicuramente curioso e interessante, perché un portiere che copre più chilometri rispetto a un centrocampista fa indiscutibilmente notizia e colpisce. Però, da qui a farlo diventare l'argomento principale del post-Lecce ce ne corre. Qui c'era semmai da sottolineare il fatto che il Milan si sia rialzato subito con una vittoria squillante, e questo va a merito della squadra e dello stesso Amorim. Si sono rivisti giocatori come Pulisic tornare al gol: sappiamo bene quanto sia importante. Se è vero che tutti sono necessari e nessuno è indispensabile, Pulisic nel Milan rappresenta l'eccezione alla regola".
L'ultimo punto riguarda Luka Modrić. La tesi era: Luka Modrić la scorsa stagione con Allegri giostrava nel 3-5-2, aveva due mezzali al suo fianco e faceva meno fatica. Quest'anno con il 3-4-2-1 o con il 4-4-2 non ha le due mezzali ai lati, ha più campo da coprire e rischia di fare più fatica. Però contro il Lecce abbiamo visto un grande Modrić. Troviamo un punto di sintesi, Xavier, su questo tema?
"Andando oltre la mia stima e ammirazione infinite per Modrić, parliamo di un signore che a 41 anni per tutta l'estate ha ricevuto, correggimi se sbaglio, le telefonate del signor Amorim che gli chiedeva per favore di rimanere al Milan"
"Modrić è l'uomo che può fare da collante in questo Milan che sta cambiando molto, sia nell'aspetto sia nell'assetto tattico, come hai ricordato tu molto puntualmente. Quando hai la fortuna di avere un giocatore che ha deciso di prolungare la sua carriera per il Milan quando, se avesse voluto, avrebbe potuto tranquillamente dire stop dopo il Mondiale. Questo giocatore deve essere impiegato e sfruttato secondo le caratteristiche che gli appartengono. Anche in occasione di partite apparentemente facili, ma che in realtà, come la gara con il Lecce, nascondevano insidie rilevanti dal punto di vista psicologico, Modrić rappresenta sempre un immenso valore aggiunto per il Milan".
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