Una botta dura come quella contro l'Udinese il Milan non l’aveva mai presa in stagione. Il rettangolo verde ha emesso una sentenza inappellabile, svelando improvvisamente le crepe di una squadra che, fino al fischio d'inizio, sembrava poter mascherare le proprie sbavature. Ma la sconfitta contro la formazione friulana non è stata un semplice inciampo di percorso: è stata una caduta rovinosa, un black-out totale che impone riflessioni immediate e profonde in tutto l'ambiente rossonero.

RIFLESSIONI
Milan, una sconfitta così è una prima volta in stagione: come si può ripartire?
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Il disastro Milan del weekend
—Ci vuole, indubbiamente, una reazione fisica e tecnica. Sul prato si è vista una squadra scarica, incapace di tenere l'intensità e i ritmi imposti dall'avversario, perennemente in ritardo sulle seconde palle e nei duelli individuali. Dal punto di vista tattico, le distanze tra i reparti si sono dilatate paurosamente, esponendo la retroguardia a continue transizioni e svuotando il centrocampo di ogni filtro e creatività. Servirà tornare a correre, e farlo con criterio, ritrovando quelle geometrie e quella compattezza che sono il requisito minimo per competere ad alti livelli.

La reazione psicologica
—Ma la domanda che aleggia sui campi di Milanello in queste ore è un'altra: serve una reazione anche psicologica? La risposta è un "sì" categorico, ed è forse l'aspetto che richiede più attenzione. Il crollo visto contro l'Udinese ha mostrato un Diavolo fragile mentalmente, incapace di reagire al primo schiaffo e incline ad abbandonarsi al buio. Quando lo spartito tattico si inceppa e le gambe sono pesanti, è la testa che deve tenere la squadra a galla. Invece, alle prime difficoltà, le certezze del gruppo si sono sciolte come neve al sole. Ricostruire il morale e la cattiveria agonistica dello spogliatoio diventa ora la priorità assoluta per la guida tecnica.
Le grandi stagioni, d'altronde, non si costruiscono solo cavalcando l'entusiasmo delle vittorie scintillanti, ma si forgiano nella capacità di incassare i colpi più violenti senza finire definitivamente al tappeto. La sconfitta con l'Udinese è stata un gancio in pieno volto; ora spetta al Milan dimostrare di sapersi rialzare prima che l'arbitro conti fino a dieci.
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