C’è una statistica che nelle ultime settimane è diventata ricorrente nel dibattito attorno al Milan: l’alto numero di gol segnati al primo tiro in porta. Un dato reale, degno di nota, ma che rischia di essere frainteso se estrapolato senza contesto e senza un’analisi più attenta delle singole partite. Il punto non è negare l’efficacia del Milan, che anzi è evidente, ma chiarire che cosa racconta davvero questa statistica e cosa, invece, tende a semplificare.
Tra dati e campo
Milan, gol al primo tiro in porta? Dentro i numeri c’è qualcosa di più…

Primo equivoco: tiro in porta non è “prima occasione”
—Il primo aspetto da chiarire riguarda la definizione stessa del dato. Non si parla di “prima occasione da gol”, bensì di primo tiro nello specchio della porta. La differenza è sostanziale. Un palo, una traversa, una conclusione murata a pochi metri dalla porta o un tiro respinto sulla linea non vengono conteggiati come tiri in porta. Eppure sono occasioni reali, spesso molto pericolose. In questo senso, il dato rischia di risultare fuorviante se utilizzato come indicatore diretto della produzione offensiva. A titolo di esempio, il Milan ha già colpito diversi legni in stagione (tra cui tre di Gimenez), un numero che lo colloca tra le squadre più “sfortunate” sotto questo aspetto. Episodi che non entrano nella statistica, ma che incidono sull’analisi complessiva.
Un altro elemento spesso trascurato riguarda il momento in cui arrivano alcuni gol. Contro Parma, Atalanta, Pisa e Napoli, il Milan ha segnato nei primissimi minuti di gara. In questi casi, più che di cinismo isolato, si parla semplicemente di merito: approccio aggressivo, lettura immediata della partita e capacità di colpire subito. Diverso è il discorso in gare più complesse, che vanno analizzate singolarmente.

Milan: le partite non sono tutte uguali
—Ci sono incontri in cui il Milan ha effettivamente sofferto prima di trovare il gol, come contro la Roma, dove è stato a lungo soggiogato tatticamente, e altri in cui il dato statistico non restituisce la reale pericolosità creata. Contro la Lazio, ad esempio, nel primo tempo Saelemaekers calcia a botta sicura su assist di Leao ma colpisce Fofana: occasione nitida che non risulta come tiro in porta. Nel derby con l’Inter, Bartesaghi e Pulisic hanno due opportunità importanti in un primo tempo comunque meglio giocato dai nerazzurri. Anche in questo caso, la statistica non fotografa l’intero sviluppo della gara.
Un altro fattore da considerare è l’andamento fisico delle partite. Alcune squadre di medio-bassa classifica partono con grande intensità per poi calare vistosamente nella ripresa. È normale, in questi casi, che le occasioni più pericolose arrivino più avanti nel match, quando gli spazi aumentano e le energie diminuiscono. Episodi visti, ad esempio, contro Cagliari e Torino: partenza sprint degli avversari, calo fisiologico nella seconda parte, e maggior incisività del Milan nel momento chiave.
Guardando i dati generali sui tiri in porta, il quadro è meno estremo di quanto venga spesso raccontato. L’Inter guida la classifica con 270 tiri nello specchio, seguita da Juventus e Atalanta. Il Milan è a quota 227, davanti a Como, Roma, Napoli e Bologna. Numeri che raccontano una squadra che non domina come altre, ma che produce.

Le parole di Allegri in conferenza stampa
—A fare chiarezza sul tema è intervenuto oggi anche Massimiliano Allegri, che ha commentato con ironia ma anche con concetti molto netti: “Sui gol al primo tiro… ho detto ai ragazzi che, visto che vado su con l’età, mi piacerebbe soffrire un po’ meno. Scherzi a parte, è una qualità importante che questi ragazzi hanno. Sanno che ogni palla, che può essere l’unica che capita, deve essere sfruttata.” Allegri ha poi toccato un punto centrale: “Quando giochi per vincere al Milan, una palla non decide una partita, può decidere una stagione. La pesantezza della palla è completamente diversa rispetto a chi gioca per la media classifica.” Parole che spiegano bene il senso del dato: efficienza, concentrazione e crescita mentale, più che casualità.
Il Milan di oggi crea probabilmente meno rispetto ad alcune big, ma non in modo così schiacciante come talvolta viene raccontato. La statistica dei gol al primo tiro in porta è reale e interessante, ma va letta con attenzione, integrata con il contesto delle partite e con lo sviluppo delle azioni. Ridurre tutto a un semplice “non durerà” rischia di essere una semplificazione. Come spesso accade nel calcio, i numeri aiutano a capire, ma solo se accompagnati dall’analisi del campo.
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