milanistichannel serie a Milan, il meglio e il peggio di Estupiñán in 120 minuti: l’ecuadoriano delude

L'analisi

Milan, il meglio e il peggio di Estupiñán in 120 minuti: l’ecuadoriano delude

Estupiñán
Il terzino ecuadoriano commette un ingenuità facendosi battere dal numero 18 biancoceleste, ma la retroguardia del Milan non è preparata e i rossoneri non reagiscono
Giorgio Abbratozzato
Giorgio Abbratozzato

Il terzino del Milan è stato protagonista nel derby, segnando il gol della vittoria, e in negativo contro la Lazio per eccessiva sufficienza difensiva. Il match perso dai rossoneri complica di molto le speranze per la vittoria dello scudetto. Estupiñán commette un'ingenuità nella situazione del gol. Analizziamo l'azione e la partita in generale, partendo dalla prestazione sotto tono dei rossoneri che si sono fatti intimorire tatticamente dalle idee di Sarri.

Estupiñán: dal gol sfiorato al gol subito

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Pervis Estupiñán non ha disputato una grande partita contro la Lazio, ma a volte sono proprio dei piccoli dettagli a trasformarti da eroe a vittima. La situazione del gol di Isaksen nasce in modo quasi casuale ma solo all'apparenza.

Poco prima del gol, Estupiñán sale spesso e volentieri in pressione anche su Marušić per tenere alto il baricentro. Intorno al minuto 19, l'ecuadoriano sfiora persino la rete anticipando proprio Isaksen in una situazione simile a quella vista contro l'Inter. Una delle caratteristiche principali di Pervis è sicuramente la propensione offensiva e l'andamento iniziale della gara lo portava a trovarsi in situazioni a lui congeniali. Nonostante la Lazio abbia iniziato la partita in evidente difficoltà, è riuscita a cambiare tatticamente alcune idee in costruzione, e proprio da qui nasce il gol di Isaksen.

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Al minuto 25, in una situazione di gioco rotto, il Milan si trova con un blocco compatto tra la trequarti difensiva e quella offensiva, senza però dare continuità alla pressione mostrata fino a quel momento. In questo frangente Isaksen si allarga ed Estupiñán lo segue, ma il pressing di Jashari su Marušić è tardivo: il lancio del numero 77 è preciso verso la corsa del danese che, nel puntare l’avversario, mette a terra l’ecuadoriano e si invola a rete. Estupiñán perde il contatto fisico e non riesce a tenere botta per infastidire l’attaccante nel prosieguo dell'azione; un grave errore, poiché la priorità in questi casi è fare di tutto per restare in piedi.

Se grave è l’errore di Pervis, altrettanto lo è quello della difesa rossonera: Pavlović e De Winter si disinteressano totalmente di quella porzione di campo, una svista di pochi secondi pesante quanto lo scivolone del terzino.

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ROMA, ITALIA - 15 MARZO: Luka Modric dell'AC Milan reagisce al termine della partita di Serie A tra SS Lazio e AC Milan allo Stadio Olimpico il 15 marzo 2026 a Roma, Italia. (Foto di Claudio Villa/AC Milan via Getty Images)

Milan, gol di Isaksen: il prima e il dopo

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Nei primi venti minuti, la squadra di Sarri ha faticato nell'uscita dal basso, proponendo una costruzione a 2+1 costantemente schermata dal pressing rossonero. In questa fase Motta ha concesso per due volte il possesso al Milan commettendo errori in fase di appoggio. I rossoneri, prima con Jashari e poi con Pulisic, sono riusciti a recuperare palla senza però risultare incisivi nella transizione immediata. Superata la tempesta iniziale, la Lazio ha variato lo spartito iniziando a costruire a tre in alcune situazioni di gioco specifiche; lo stesso Motta è stato il primo a cercare la verticalizzazione con dei lanci lunghi, seppur poco precisi intorno al 20°.

I primi 25 minuti si sono conclusi con il vantaggio biancoceleste che ha cambiato radicalmente il volto del match: dopo il gol subito, infatti, il Milan è apparso sterile e spaventato, incapace di reagire con lucidità. Fino al 65°, la Lazio ha concesso completamente il pallino del gioco ai rossoneri, i quali però non hanno trovato alcuna soluzione tattica efficace per impensierire la retroguardia avversaria. L'unica situazione di pericolosità è nata se grazie a numerosi corner che non sono mai realmente incisivi.

Poca ampiezza e attaccanti serviti poco e male, una prestazione negativa a 360 gradi dei rossoneri che non hanno trovato il gol contro una squadra che nelle ultime 6 ha incassato 12 reti in Serie A.

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