L'ultima stracittadina milanese di campionato con Sandro Mazzola e Gianni Rivera in campo. Inter-Milan del 27 marzo 1977 fu una partita scialba, ricordata grazie al magistrale servizio televisivo che Beppe Viola realizzò per La Domenica Sportiva.
TUTTO QUEL DERBY ERA NOIA
I derby a marzo con il Milan in casa: il derbycidio del marzo 1977

Uno dei derby più noiosi nella storia
—L’Inter, guidata da Beppe Chiappella, era terza in classifica, a dieci punti dal duo di testa, Juve–Toro, che si contendeva lo scudetto. Ben più difficile la situazione del Milan, dopo gli stenti della gestione Marchioro e le difficoltà persistenti anche con il ritorno, in tutta fretta, di Nereo Rocco. L’undici nerazzurro: Bordon, Canuti, Fedele, Oriali, Bini, Facchetti, Anastasi, Merlo, Mazzola, Marini, Libera. Il Milan: Albertosi, Anquilletti, Maldera, Biasiolo, Bet, Turone, Gorin, Capello, Calloni, Rivera, Braglia.

Viola coniò un termine perfetto – derbycidio – per definire la sfida di fine marzo 1977, decidendo di mandare in onda le immagini della stracittadina giocata il 24 febbraio 1963: il primo derby di Mazzola, Rivera aveva esordito tre anni prima. L’incipit del servizio di Beppe Viola: “Andiamo a vedere se Inter e Milan si ricordano che per noi, il derby, è ancora una cosa seria. Così hanno pensato in molti, circa settantamila. E quando Paolo Casarin, mestrino di nascita ma milanese secondo legge calcistica, ha guidato l’entrata in campo, San Siro era bello e pronto come ai bei tempi. Una festa soprattutto in onore di due beniamini, Rivera e Mazzola, forse alla loro ultima stretta di mano pubblica. Poi novanta minuti bruttissimi, un autentico derbycidio”.
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