Verso l'assemblea elettorale del mese di dicembre: le scelte recenti riaprono la corsa per la presidenza federale tra alleanze e nuovi nomi
L'apparente armonia tra le società della massima serie italiana si sta incrinando proprio alla vigilia del rinnovo dei vertici federali. Dopo la quasi totalità dei consensi incassati a primavera del 2026, la posizione di Giovanni Malagò alla guida della FIGC non appare più così solida. L'ex numero uno del CONI, inizialmente sostenuto con convinzione dai club del massimo campionato, vede oggi sgretolarsi la propria base d'appoggio: una fazione sempre più nutrita di dirigenti si sta infatti riorganizzando attorno alla figura di Adriano Galliani per la corsa alla presidenza.
Le ragioni della rottura: decisioni in solitaria e strappo con i club
All'origine della spaccatura c'è una profonda insoddisfazione per la gestione dell'attuale presidenza. I club di Serie A, che si sono sempre considerati i principali artefici dell'ascesa di Malagò al vertice della Federazione, lamentano un totale accentramento del potere e l'assenza di dialogo sulle decisioni strategiche. Il punto di non ritorno è stato toccato in occasione della scelta del nuovo Selezionatore azzurro: dopo le burrascose vicende gestionali recenti, le società chiedevano a gran voce il ritorno di Antonio Conte per rilanciare la Nazionale, mentre la presidenza ha optato in autonomia per Roberto Mancini.Analoghe tensioni si sono registrate per l'assegnazione del ruolo di capo delegazione, affidato a Diana Bianchedi senza alcuna consultazione, fino ad arrivare alle nomine dei vertici amministrativi e dello staff delle rappresentative giovanili. Un modus operandi che ha deluso anche l'Associazione Calciatori e l'Associazione Allenatori, inizialmente schierate al suo fianco.
La candidatura Galliani e le tappe verso il voto di dicembre
Il clima di malcontento si fa sempre più infuocato proprio mentre si avvicinano le scadenze elettorali decisive per il futuro del calcio italiano. L'operato del Commissario straordinario ha finito per compattare un'opposizione interna che rischia di rivelarsi determinante nelle urne. La prima data fondamentale in agenda è quella del 4 novembre, termine ultimo entro il quale dovranno essere depositate ufficialmente le candidature: in quell'occasione la Serie A sarà chiamata a esprimersi a maggioranza, scegliendo se rinnovare la fiducia a Malagò o puntare sul profilo dell'ex dirigente rossonero.
Attorno al nome di Adriano Galliani si sta strutturando un'alleanza trasversale secondo la Gazzetta che, partendo dalle società della massima categoria, punta a raccogliere un vasto consenso tra i calciatori, i tecnici e le rappresentanze di Serie B, Lega Pro e mondo dilettantistico, in vista dell'assemblea elettiva fissata per il 14 dicembre.
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