- Calciomercato
- Squadra
- Coppe Europee
- Coppa italia
- Social
- Milan partite e risultati live
- Redazione
La stagione 1992-1993 rappresenta uno dei punti più alti della storia del Milan. Un’annata segnata da record, dominio e continuità assoluta, che ancora oggi resta un riferimento. In campionato i rossoneri costruirono una striscia impressionante di imbattibilità, diventando un modello di solidità e forza mentale. Un paragone che, inevitabilmente, torna d’attualità se si guarda al Milan di oggi guidato da Massimiliano Allegri, reduce da 22 partite consecutive senza sconfitte in Serie A, con l’ultimo ko arrivato contro la Cremonese. Un percorso netto in campionato, anche se macchiato dalle eliminazioni in Supercoppa e Coppa Italia contro Bologna e Napoli. Due epoche diverse, ma unite da una stessa ambizione: vincere attraverso la continuità.
Dopo lo storico scudetto dei record del 1991-1992, il Milan non abbassò l’asticella. La dirigenza, guidata da Silvio Berlusconi, investì molti soldi portando a Milano campioni del calibro di Jean-Pierre Papin, Dejan Savićević, Gianluigi Lentini, Stefano Eranio, Fernando De Napoli e Zvonimir Boban, rientrato dal prestito al Bari. Il messaggio che i rossoneri hanno mandato alle dirette concorrenti è stato chiarissimo, vinceremo ancora noi.
La stagione si aprì subito con un trofeo: la Supercoppa Italiana, vinta contro il Parma grazie ai gol di Van Basten e Massaro. In campionato il Milan partì fortissimo e non deluse le aspettative, prese la testa della classifica fin dalle prime giornate, senza più mollarla. Il girone d’andata fu devastante: 14 vittorie e 3 pareggi, con trasferte storiche come il 7-3 a Firenze, il 5-1 a Napoli e il 5-4 di Pescara. Un ruolino che portò i rossoneri a 31 punti, record assoluto all’epoca con i due punti a vittoria.
Nel ritorno il ritmo calò, d'altronde era difficile mantenere sempre quel ritmo, ma la solidità rimase intatta. Arrivarono tanti pareggi e un paio di sconfitte, ma anche momenti simbolici, come il derby del 10 aprile, pareggiato nei minuti finali, che spense definitivamente le speranze dell’Inter. Lo scudetto arrivò con una giornata d’anticipo, al termine di una stagione chiusa davanti ai nerazzurri di quattro punti.
Da ricordare anche la fine della leggendaria striscia di 58 risultati utili consecutivi, interrotta dal Parma, e il contributo straordinario di Marco van Basten, che nonostante i problemi fisici segnò 20 gol in 22 presenze, vincendo Pallone d’Oro e FIFA World Player. In Champions League il Milan fu dominante fino alla finale, vinta in ogni partita prima dell’atto conclusivo, poi persa a Monaco contro il Marsiglia. Quella notte segnò anche l’ultima apparizione in campo di Van Basten.
Il confronto con il Milan attuale nasce quasi spontaneo. Anche oggi i rossoneri hanno costruito la loro forza sulla continuità in campionato, restando imbattuti a lungo e mostrando solidità mentale. La differenza sta nel contesto: il Milan del 1992-1993 era una potenza europea già affermata, quello di oggi è una squadra in ricostruzione che sta cercando una sua identità.
Vincere lo scudetto come allora resta possibile, soprattutto se la squadra saprà trasformare la continuità in vittorie decisive. Il sogno Champions, invece, appare un obiettivo più graduale. Raggiungere una finale come quella di Monaco richiederà tempo, crescita e ulteriore esperienza internazionale. Ma la storia insegna una cosa: quando il Milan costruisce una mentalità vincente, nulla è davvero precluso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA