Un gol, una vittoria. Manuale di concretezza a firma di Massimiliano Allegri. Milan-Lecce era una partita difficile: i rossoneri, questa stagione, faticano con le piccole. Il tecnico del Diavolo, però, ha preparato bene il match con un turnover dosato bene e con una buona gestione dei cambi. Il suo avversario, invece, ha puntato molto sulla fase difensiva e ha retto finché ha potuto contro una squadra più forte.
Il confronto tra i tecnici
Allegri e la concretezza, Di Francesco difensivo: il confronto tra i due

MILAN, ITALY - JANUARY 18: Head coach of AC Milan Massimiliano Allegri shakes hands with head coach of US Lecce Eusebio Di Francesco during the Serie A match between AC Milan and US Lecce at Giuseppe Meazza Stadium on January 18, 2026 in Milan, Italy. (Photo by Claudio Villa/AC Milan via Getty Images)


Allegri e la concretezza
—Turnover. Questa è una delle parole chiave per spiegare il match di ieri. Turnover perché in questo periodo di impegni fitti non se ne poteva fare a meno e lo si è visto anche in altre occasioni quando Allegri ne ha cambiati sei. Ieri, invece, quattro di cui due in mediana: Jashari al posto di Modric e Ricci mezzala destra. Dietro, a protezione di Magic Mike, Tomori, Gabbia e De Winter. Estupinan a sinistra, il belga Saelemaekers a destra e Rabiot al centro. In attacco, partiva titolare, la coppia esplosiva Pulisic-Leao. Con il suo 3-5-2 il Milan ha cominciato con atteggiamento attendista ma poi è dovuto venir fuori, seppur con calma. Allegri, in particolare, ha preparato bene il lavoro a centrocampo e i suoi uomini hanno fatto molto possesso palla. Decisamente meno efficace, invece, l'attacco rossonero che, nel primo tempo, ha raramente impegnato Falcone. Discorso cambi: tardivi, ma utili. Più utile di tutti, ovviamente, il fuori Pulisic-dentro Fullkrug: ha deciso la partita.

Di Francesco difensivo
—L'allenatore abruzzese ha organizzato una partita difensiva con una squadra solida. In particolare con una linea difensiva a cinque e asimmetrica ma ben attrezzata e studiata. Il Lecce ha fatto il suo e ha retto tutto il tempo che poteva. Il tecnico ha schierato un 4-3-3 affidando l'attacco a Stulic e le chiavi del centrocampo al fido Ramadani. Nel finale, però, ha sbilanciato troppo la squadra con i cambi e passando ad un 4-2-4. E nel secondo tempo, in generale, i suoi hanno faticato molto sotto la pressione offensiva dei rossoneri. Va anche specificato, però, che se i salentini hanno subito una sola rete è stato merito di un super Falcone.
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