Tra mercato e campo, le vicende e le dichiarazioni di Leao, Pulisic e Fofana guidano la narrazione sul Milan dopo la sconfitta con la Lazio.
La settimana post Lazio-Milan è stata quella delle interviste, delle voci, delle rivelazioni e delle suggestioni, talvolta davvero fantasiose. Si è passati dalla rabbia di Rafael Leao per la sostituzione, alle vicende di mercato sempre con Rafa protagonista, fino alla fantasmagorica offerta in arrivo dall'Arsenal per Christian Pulisic, senza dimenticare l'intervista all'Équipe di Yousuff Fofana. Insomma, nonostante siano trascorsi pochi giorni dal fischio finale di Roma, il materiale non manca.
Chiarendo a scanso di equivoci che Leao ha sbagliato nell'uscita dal campo, sfogando tutta la sua rabbia nel modo più appariscente e meno adeguato possibile, parlare di rinnovo bloccato o di una possibile cessione del portoghese a metà marzo, nel pieno della stagione, è pretestuoso e stucchevole. Per non farsi mancare nulla, ecco spuntare l'ipotesi di offerta londinese da 75 milioni per Pulisic che il Milan sarebbe disposto a prendere in considerazione. Se queste due rivelazioni venissero confermate nella realtà, il Milan rischierebbe di trovarsi senza attacco tra pochi mesi.
Fofana tra riflessioni e responsabilità: Milan, Francia e nuovo ruolo
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A queste vicende di mercato si è aggiunta l'intervista di Yousuff Fofana all'Équipe, in cui ha toccato vari temi tra Nazionale francese e Milan. Queste le dichirazioni principali del centrocampista:
"Quando ti dicono che giocherai più avanzato, all'inizio non sei contento! (Ride.) Alla fine ho imparato che non è necessariamente quello che voglio. Lo faccio per la squadra, ovviamente. Mi piace essere quello che inizia gli attacchi, controllare tutto, il ritmo e la velocità del gioco della mia squadra, recuperare palla... Avrei potuto avere 6 gol (1 in questa stagione) e più assist, e allora vi avrei detto che la mia stagione era stata buona. Poi, se guardo al medio termine, c'è una competizione (la Coppa del Mondo) e non sono sicuro che la gente si aspetti che io sia in quella posizione. Questo mi crea frustrazione? A livello di club, lo faccio. Soprattutto quando siamo in corsa per vincere un trofeo. Ma mi aiuterà in futuro? Sono combattuto su questo".
Le parole di Fofana mostrano un chiaro desiderio di incidere maggiormente, una difficoltà palese nell'adattarsi a un nuovo ruolo, ma soprattutto la volontà di mettersi completamente a disposizione della squadra, anteponendo il bene del club al tornaconto personale. Nonostante ciò, i titoli dei media spesso hanno insistito su interpretazioni parziali sulla falsariga di "Fofana, nel nuovo ruolo non mi trovo bene. Così ho perso la nazionale". Nell'era dei click, un titolo accattivante può prevalere sul corpo dell'articolo, anche quando la realtà è ben diversa.
Per chiarire: tutto questo accade con il Milan a 60 punti in 29 partite, secondo in solitaria nonostante la pressione del Napoli e con la possibilità concreta di qualificarsi in Champions League che cresce di partita in partita. Immaginate cosa sarebbe successo se il Milan fosse stato ottavo, fuori da ogni competizione europea: la comunicazione e le polemiche sarebbero state decisamente più dure e poco piacevoli da seguire. Chissà cosa sarebbe successo, fortunatamente non possiamo neanche immaginarlo. Oppure no?
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